Alberico Lopiccoli il giorno dell'inaugurazione della mostra del 1977
Vicino agli attuali confini meridionali dell’attuale Comune di Biassono, presso la Cascina Sant’Andrea, che probabilmente conserva memoria di un Monastero degli Umiliati, e presso un recente edificio scolastico, nei primi anni ’70 del secolo scorso venne realizzato un complesso di palazzine residenziali. I lavori di scavo coinvolsero consistenti resti di un vasto impianto edilizio romano, presumibilmente una Domus residenziale-produttiva, che fu sistematicamente cancellato. Su segnalazione dell’Ispettore Onorario locale, Prof. Alberico Lopiccoli, fu solo possibile salvare, e parzialmente recuperare, nel luglio del 1974, una imponente cisterna sotterranea, databile orientativamente ad età medio-imperiale.
Nei mesi immediatamente successivi la Soprintendenza Archeologica per la Lombardia, guidata dal Prof. Mario Mirabella Roberti, autorizzò un intervento esplorativo del terreno rimasto intatto tra le nuove palazzine e il ciglio del costone verso il più basso alveo del fiume Lambro. Lo scavo venne diretto dal Prof. Lopiccoli, che organizzò una squadra di operatori, tra i quali erano suoi allievi della scuola media di Sovico ed altri volontari, già da allora riuniti nell’associazione G.R.A.L. (Gruppo di Ricerche Archeostoriche del Lambro). Alcuni di quei “ragazzi” hanno operato per lo studio e valorizzazione del ripostiglio da allora fino ad oggi.
Lo scavo di alcune trincee esplorative permise di raccogliere documentazione archeologica utile per la datazione delle strutture romane, con materiali dalla prima metà del I secolo d.C. a forse fino a tutto il V secolo d.C. Ma soprattutto permise il recupero, l’8 giugno 1975, in un unico blocco, di 2239 monete romane. Il nucleo interrato, molto superficiale, doveva essere conservato originariamente all’interno di contenitore (un sacco?) in materiale deperibile, e non appariva collegato ad alcuna struttura edilizia.

Come appariva il ripostiglio al momento del ritrovamento
Probabilmente era stato intaccato superiormente dalle arature con forse la perdita di qualche esemplare, che certo non ha pregiudicato le possibilità di valutazione statistica del complesso.
Il blocco delle monete, purtroppo non smontato stratigraficamente, venne immediatamente depositato presso il Gabinetto Numismatico del Comune di Milano, dove fu preso in carico dal Direttore, Ermanno A. Arslan. La datazione dei materiali è compresa tra l’età di Ottaviano, con un bronzo per il Divo Giulio e gli anni di emissione dei Sesterzi per Mariniana Diva.
Negli anni successivi si procedette ad una preliminare pulizia delle monete, affidata al Sig. Rodolfo Dulli, alla documentazione fotografica, affidata al Sig. Luigi Grassi, e alla schedatura, che si concluse nella pubblicazione nel 1995 di tre volumi RMIDoC (Ripostigli Monetari Italiani – Documentazione dei Complessi) e nel 1996 di una scheda riassuntiva RMISA (Ripostigli Monetari Italiani - Schede Anagrafiche). Si ebbero solo brevi presentazioni pubbliche. Nel 1977 una mostra fotografica a Biassono e successivamente, in occasione della pubblicazione RMIDoC, una mostra con una scelta di esemplari presso il Civico Museo Archeologico di Milano.
Nel 2007 il Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono ottenne dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici per la Lombardia il deposito del Ripostiglio, per il quale era stato attrezzato lo spazio espositivo, con vetrine corazzate, blindatura degli ingressi, allarme volumetrico collegato alla Stazione dei Carabinieri, postazione per la consultazione digitale dell’intero complesso.
Con la guida di Ermanno A. Arslan, Conservatore Onorario del Museo, e di Leopoldo Pozzi, Presidente del G.R.A.L., gruppo di supporto al Museo, venne impostato un progetto di documentazione, di esposizione e di valorizzazione dell’eccezionale complesso, sostanzialmente integro e ritornato nei luoghi della sua scoperta.

Curva della distribuzione nel tempo dei materiali del ripostiglio di Biassono 1975
Si decise di non procedere ad un restauro finale e completo dei materiali, improponibile per i costi, eseguendo invece la scansione completa di tutto il materiale. Contestualmente Diego Colombo, socio del G.R.A.L., costruì ex novo un programma informatico con due obiettivi. Il primo per la realizzazione di un DVD con le scansioni di tutte le monete, nel frattempo ottimizzate grazie all’impegno di numerosi soci del G.R.A.L., con il PDF della pubblicazione RMIDoC e con gli strumenti per la consultazione. Il prodotto viene distribuito gratuitamente e viene collocato in rete nel sito del Museo, www.museobiassono.it. Il secondo per la consultazione in Museo, nella postazione con Computer, con il medesimo programma utilizzato per la pubblicazione in DVD e in rete, ma con una possibilità di navigazione su temi storici in termini didattici, con un’attenzione particolare ai visitatori più giovani. Ciò a supporto dell’esposizione – inaugurata il 21 aprile 2012 – di una selezione dei materiali, limitata alla galleria dei ritratti imperiali e dei tipi di Rovescio.
In occasione della distribuzione del DVD con la pubblicazione digitale del complesso, già presentato nella sala-medagliere del Museo dedicata ad “Alberico Lopiccoli”, insieme al Ripostiglio di piccoli bronzi del VI secolo da Brescello-RE, alla collezione di “Monete di Lombardia” (entrambe pubblicate nel sito del Museo) e a parte della collezione di monete greche (Hispania-Gallia-Italia-Sicilia) della collezione del Museo, da tempo disponibile in pubblicazione a stampa, è stato organizzato, nella giornata del 9 giugno 2012, il Seminario internazionale su “Un confronto drammatico con il XXI secolo: l’Impero romano del III secolo nella crisi monetaria”.


Il catalogo è organizzato cronologicamente e suddiviso per le varie autorità emittenti. Tutte le monete sono riunite in questo Quadro riassuntivo.