ALL’ILLUSTRISSIMO ED EGREGIO
DON VITALIANO CRIVELLI
PATRIZIO MILANESE


Negli anni della mia primissima giovinezza raddolcendo gli studi scolastici colla lettura delle storie italiane e specialmente lombarde, registrava quante notizie mi venivano incontrate relative alle vicende della deliziosa mia patria, collo scopo di soccorrere la fragilità della memoria, ma lontanissimo dall'idea di apparecchiare materiali per un lavoro letterario, tanto meno poi per una storia della Brianza.
E sarebbe ella stata molto strana tale intenzione in un tempo in cui recente era ancora la pubblicazione dell'ultimo fascicolo delle Notizie del Redaelli, e finché durava la speranza che il rimanente di questo lavoro fosse ritardato, ma non sospeso.
        Intanto coll'andar di alcuni anni le note da me raccolte formarono un discreto volume. Allora concepii la prima volta il disegno d'ordinare quelle notizie; dar loro un corpo, un'unità in cui si trovasse un seguito non interrotto di vicende storiche brianzole, che dall'epoca in cui incominciano a presentare qualche interesse discendessero fino all'età nostra.
        Difatti condussi a termine questo lavoro di storia patria, che ho l'onore di presentare a Voi, Egregio Signore, tenue attestato di gratitudine verso l'amicizia onde mi siete cortese.
        Degnatevi dunque di accoglierlo come tale, e quando dalla lettura di esso, in cui vedrete ricordati in parte le molte glorie de' vostri Avi, vi possa venir qualche compiacenza e diletto, sarà pienamente soddisfatto il desiderio di chi ha l'onore di dichiararsi di V.S. Illustrissima


Milano 30 giugno 1836 Devotissimo servo ed amico
IGNAZIO CANTÙ