CAPITOLO I

I TEMPI PIU' ANTICHI
EPOCA INCERTISSIMA


Costituzione fisica. - Mar Gerundo. - Porto. - Medolago. - Antico emissario del lago di Como. - Corso antico dell'Adda. - Il Lambro. - Prosciugamento delle paludi.

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Dapprima i nostri paesi erano un vasto letto di acque, e il vertice delle colline piccole isole. Massi primitivi sopra fossili di seconda formazione; letti di ghiaia, pesci pietrificati, ed ammoniti trovati nelle nostre montagne sono indelebili testimonii di una naturale catastrofe avvenuta nella Brianza e nei paesi che la circondano, prima che fossero stanza dell'uomo. Qualche strepitoso accidente raccolse in uno, o sprofondò quelle acque, lasciando in secco nudi colli e larghe pianure che a poco a poco vestite di piante si conversero in foresta.
Ma non iscomparvero tutto ad un tratto quelle acque poiché è opinione che alcuni spazii, anche in tempi da noi meno remoti, rimanessero estese paludi. Non accenneremo che di fuga il Mar Gerundo di cui rimangono molte vestigia nei terreni ciottolosi e ghiaiosi del Lodigiano e della Geradadda(1). Vuol esser distinto da questo un altro lago o palude, che credesi situato fra Imbersago e Trezzo chiamato da alcuni lago Trivio, a cui forse devono il nome le due terre di Porto e di Medolago, quella sulla sinistra, questa sulla destra riva dell'Adda, che si pretendono così chiamate per essere l'una di esse rilevata sur un'eminenza in mezzo ad una specie di bacino di lago (in medio lacus), e perché l'altra presenta la figura d'un seno o dirò meglio d'un porto. A tutto questo aggiungi che nello spazio fra Porto e Trezzo si stendono filoni profondissirni di ghiaia e strati di pudinghe sì grosse e compatte, che suppliscono egregiamente agli usi delle pietre più dure.
Ma come poteva sostenersi questa massa d'acqua sopra un terreno tagliato dall'alveo dell'Adda sì capace e profondo? É opinione di molti che il Montebaro presso Lecco fosse anticamente unito col monte di Chiuso, che gli risponde di fronte sull'opposta riva dell'Adda. Ciò posto il lago di Como doveva avere un altro emissario, che poteva essere benissimo per la Valmadrera, passata la quale si gettava nell'Eupili, formato dai tre laghetti d'Oggiono, Isella e Pusiano e forse anche Alserio su quanto s'estende fra Peslago, presso Oggiono, e Villincino. Donde segue che questo lago dovesse avere per iscaricatore l'alveo del Lambro. Infatti la capacità del letto di questo torrentaccio in alcuni luoghi mostra d'esser bastata a molto maggiore ricchezza d'acqua di quella non contenga al presente, anche nelle piene più ruinose.
Posteriormente, qualche tremendo scuotimento della natura spartito ed aperto il varco tra il monte Baro e quel di Chiuso, l'Adda trovata un' uscita più comoda e più diritta abbandonò il primo letto per gettarsi in quello che tiene anche oggi. Probabilmente subito dopo questo scoscendimento scorreva sur un piano eguale; ma coll'andar del tempo rodendo il fondo dell'alveo lo approfondì e dove trovò terreno più molle esercitò più vigorosamente la sua potenza giungendo a scavarsi fra due rupi un letto ingombro tutto d'enormi massi, sopra cui scorre raccapricciato l'occhio del contemplatore, e mesto quello del navigante, che vi ricorda il naufragio dell'amico e del parente. Quest'alveo avrà trasmesse al Po, indi al mare le acque del lago Trivio e così rasciutto il terreno da esse occupato.
Anche la Valsassina presenta tutti gl'indizi di essere stata un lago formato, a quanto sembra, dell'acque del Pioverna, serrate al luogo di Chiuso.
Queste acque saranno scomparse mano mano che il Po ebbe un più libero corso, poiché sappiamo che gli Etruschi, per fertilizzare le terre di Lombardia, abbassarono l'alveo di quel re dei fiumi, e condussero canali per regolarne il corso(2). Ove la solerzia dell'uomo desistesse un giorno dall'ovviare i trabocchi del Po, le gioconde terre della Lombardia tornerebbero una squallida pianura. Trovata l'Adda un più libero corso, disperse le acque dell'Eupili, anche quelle del Lario si saranno abbassate, e questo scemamento avrà contribuito a diminuire le acque fermate nella Valsassina, le quali poi avranno finito di scomparire per qualche altro accidente naturale.
Fra queste conghietture ci indugiamo di mal animo desiderosi di giungere a più sicuri avvenimenti e proceder direttamente, come il viaggiatore agogna di uscire dalla foresta senza via per mettersi nel cammino su cui possa francamente continuare il viaggio. Ma è pur necessario per l'integrità della storia, che non le schiviamo del tutto.