CAPITOLO III

VENUTA DE’ POPOLI STRANIERI
DAL 150 AL 158 DI ROMA


Celti. - Etruschi. - Galli. - Belloveso. - Etimologie del nome di alcuni paesi e della voce Brianza.

Ma chiunque fossero questi primi abitatori cedettero il luogo ad un popolo emigrante, che colla moglie, i figliuoli e gli dei domestici, abbandonata la Gallia, discese dalle Alpi verso l’anno 400 prima di Cristo, ed erano gli Umbri, celtica nazione. È fama che costoro, occupata in breve quasi tutta l’Italia, obbligassero i Siculi che la abitavano dapprima a ritirarsi nell’isola che prese nome da loro. Ma qualche tempo dopo discesi in Italia gli Etruschi, popolo civilizzato, respinsero gli Umbri o Celti, costringendoli a trovar sicurezza al di là delle Alpi, donde erano venuti. Gli Etruschi conosceano l’arte del disegno e dell’edificare, onde possiamo congetturare che probabilmente sostituissero anche fra noi alle capanne, case ed edificii; divisero l’Italia in dodici province, regolarono il corso de’ fiumi e favorirono l’agricoltura. Non però tutti i Celti, posti in fuga, abbandonarono l’Italia, ma…
“alcune tribù raccolte fra l’Adda ed il Ticino intorno ai laghi, che bagnano il piede delle Alpi Pennine, resistettero a tutti gli sforzi degli Etruschi, onde questi furono obbligati per tenerli in freno ad erigere la fortezza di Melma, una delle più robuste d’Etruria(1) “.
Ai Celti probabilmente dobbiamo la fondazione di molte nostre terre, distinte con nome di significazione o desinenza prettamente celtica(2).
Ma i Celti ritornati nei loro paesi narrando le bellezze delle nostre terre aveano tramandato, come retaggio, il desiderio di rivederle; onde una seconda volta, 387 anni avanti l’Incarnazione, ricomparvero in numerosa truppa dalle parti della Gallia sotto la scorta di Belloveso Bituringio, e dopo sanguinosa guerra superati gli Etruschi, conquistarono il Po, il Serio ed il Ticino(3).
Ma ben presto dovettero cedere le loro conquiste ad una razza vigorosissima di Cimbri, chiamati Senoni, che posti tra il fiume Utens e Jeri fondarono la loro capitale chiamata Sena. D’allora i Galli furono obbligati a star paghi alle terre collocate di qua del Po, la coltura delle quali formava la loro occupazione negli intervalli della guerra. E qui per continuare nelle supposizioni, potremo attribuire a queste orde di Galli l’erezione, o almeno la denominazione di altri nostri abitati, il cui nome ha qualche analogia con terre francesi essendo naturale che quel popolo lontano dalla patria cercasse con questo modo illudersi coll’idea di fingersi ancora in terra nativa(4).
Sono varie le opinioni intorno all’etimologia del vocabolo Brianza, ma tutte mi paiono sì mal fondate, che ardisco(5) emetterne anch’io una nuova, derivata da quanto ho detto, del valor della quale giudichi chi se la dice meglio di me in questa materia. Abbiamo detto che alcune celtiche tribù, respinte dagli Etruschi, si ritirarono nelle terre fra l’Adda ed il Ticino, ed ivi si posero al sicuro dagli assalti nemici. In questa porzione di territorii entrava anche la Brianza, la quale era divenuta per essi terra d’asilo, di fortificazione, di sicurezza. Or bene, risaliamo a cercare l’etimologia del nome della’ nostra patria nella lingua dei Celti, poiché lo studio degli idiomi primitivi ajuta a conoscere molti punti delle storie antiche. Briga in celto suona fortificazione, ed Aan abitato, luogo, perciò Brigaan, indi Brigan avrebbe il significato di luogo di fortificazione, aggiunto che i Celti potevano attribuire ai nostri paesi dove essi avevano trovato rifugio e difesa. La voce Brigan dovette ai tempi dei Latini alterarsi in Brigantia, donde poi derivò Brianza. Dopo questa supposizione aggiungeremo, come semplice corollario, che le tribù celtiche stanziate nei nostri paesi probabilmente partivansi in due divisioni, forse per mezzo del fiume Lambro, ciascuna delle quali aveva una capitale nelle due terre di Brenna distretto di Cantù, e Brenno in quello d’Erba, poiché la significazione di questi vocaboli, figliati da brin o bren è appunto come abbiamo già detto Re o Capo.