Museo Civico "Carlo Verri" Biassono
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In questo archivio sono racchiuse le news organizzate per temi e rubriche:

- Angoli del museo
- Angoli da una Biassono che fu
- Scavando nella memoria


Angoli del museo: Questa rubrica vuole porre l'accento su scorci del museo, spesso nascosti o poco noti, per valorizzare ulteriormente il materiale esposto e le nuove donazioni che trovano spazio nel percorso espositivo.
Un modo, dunque, per dar spazio, di volta in volta ai pezzi della collezione museale, spiegandone la storia, l'utilizzo e la provenienza.


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28 aprile 2012

Angoli del Museo. Il cortile antistante il museo si arricchisce di nuovi pezzi da collezione. Nella foto a fianco è ritratto un bellissimo esemplare di un'attrezzo in uso nel secolo scorso durante la filatura della seta.
Una volta estratto dal bozzolo, infatti, il filo veniva teso e successivamente avvolto in matasse.


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11 febbraio 2012

Angoli del Museo. All'ingresso del museo è visibile un arcolaio, donato al museo da Giulio Galbiati, a cui con l'occasione rivolgiamo un doveroso grazie.
Testimonianza del lavoro delle donne di un secolo fa, l'oggetto sintetizza mirabilmente la produzione del filo di lana e consente alle generazioni che non hanno vissuto il suo utilizzo di meglio comprendere l'antico mestiere della filatura.
In una società come la nostra dove i consumi non ci rendono più autosufficienti l'arcolaio esposto diventa l'emblema, dunque, di un'operosità e di un saper fare di cui oggi troppo spesso ci si scorda.

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1 ottobre 2011

Angoli del museo. Da oggi, nella sezione etnografica è visibile una macchida da cucire da calzolaio, che va ad incrementare il materiale relativo a questa antica professione.
Questa macchina da cucire è stata per lunghi anni in deposito presso i magazzini del museo in Casa Bossi. Durante le operazioni di trasloco, in corso ormai da tempo, del materiale nei nuovi depositi di Cascina Ca'Nova si è deciso di rivalorizzare questo oggetto e renderlo disponibile alla visione del pubblico.

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20 agosto 2011

Angoli del Museo - Nuova collocazione della ricostruzione della volta romana, ora nel cortile esterno.

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17 dicembre 2010

Angoli del museo. Ecco una bella foto dell'ingresso del Museo sotto la nevicata di oggi.

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19 settembre 2009

Angoli del museo. Salendo le scale verso il primo piano se si alza lo sguardo, sopra il calco della lapide di via Ansperto da Biassono, si può vedere un bellissimo filatoio.

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25 luglio 2009

Angoli del museo. All'ingresso del museo è stato collocato un bellissimo aratro monovomere donato, con altro materiale, da Maria e Stefano Motta di Biassono.
Questo aratro, probabilmente dei primi del '900, integra la già corposa sezione dedicata al lavoro dei campi.

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24 luglio 2009

Angoli del museo. Nella sezione etnografica l'area dedicata a "La camera granda" si arrichisce di un nuovo suggetivo angolo.

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20 giugno 2009

Angoli del museo. Nel cortile è presente una sezione dedicata al lavoro del fabbro e dell'arrotino, che, giravano paesi e contrade riparando pentole e paioli, affilando coltelli e forbici con le loro botteghe ambulanti.
Lavori di un epoca antecedente al consumismo in cui riparare aveva ancora un ruolo importante.

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8 novembre 2008

Angoli del museo. Attraverso il prezioso contributo delle numerose donazioni, il museo continua ad arricchirsi di nuovo materiale. Tra le recenti acquisizioni, spicca questo splendido andadura, di fatto un antesignano del girello, che veniva utilizzato per permettere ai bambini molto piccoli di reggersi in piedi e camminare.

Dono Stefano Motta

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10 maggio 2008

Angoli del museo. Il mestiere dell'arrotino. Uno dei tanti mestieri scomparsi con l'arrivo del consumismo.
Tra il materiale esposto a rotazione nel cortile del museo da oggi potete vedere un tipico banchetto da lavoro di un arrotino.

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14 luglio 2007

Angoli del museo. A Lato dell'ingresso interno del Museo sono stati posizionati due nuovi reperti della tradizione Briantea, con relative didascalie esplicative.

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16 giugno 2007

Angoli del museo. Con l'acquisizione di nuovi arredi, il Museo sta aggiornando la sistemazione della già esistente raccolta egizia.
Nella sezione archeologica infatti, una serie di vetrine aggiuntive riorganizza in una veste più ariosa, i reperti appartenenti alla civiltà del Nilo, accompagnati da una dettagliata cartellonistica a spiegazione dell'esposizione.
È in corso di realizzazione anche la guida di questa raccolta.



Angoli da una Biassono che fu: attraverso questo spazio, ci è possibile raccontare l'evoluzione del territorio biassonese, immortalato negli scatti d'epoca che costituiscono l'immenso patrimonio fotografico del GRAL. Spesso dimenticati, mutati o irriconoscibili, certi scorci del territorio che fu caro a Carlo Verri diventeranno i protagonisti di questa rubrica, come ricordo per chi ha vissuto le epoche che si raccontano e come novità per i più giovani.


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7 luglio 2012

Angoli da una Biassono che fu. In questa foto potete ammirare lo stemma della famiglia Verri che era dipinto sulla facciata di quella che oggi è la sede del museo.
Questo stemma, che le intemperie hanno cancellato, era ornato da numerose armi.

Da gennaio 2011 nel cortile del museo, per ricordarne la presenza, estste una reintereprazione dello stemma della famiglia Verri realizzato da Gianni Ottaviani.

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28 gennaio 2012

Angoli da una Biassono che fu. Con grande impegno il GRAL sta continuando a digitalizzare tutto il suo patrimonio fotografico, custodito durante tutti questi anni nell'archivio del Museo.
Qui a fianco vi mostriamo una foto che ritrare Cascina Cossa prima del restauro che l'ha portata a trasformarsi in sede museale, diventando un ottimo esempio di recupero di bene architettonico strettamente legato alla storia del territorio.
Un modo di restituire alla comunità, mantenendolo vivo, uno spaccato del passato biassonese e al contempo una persistente memoria storica che il GRAL continua a proteggere con forza dalla frenesia dei tempi attuali.

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7 novembre 2009

Angoli da una Biassono che fu. Ecco come apparivano le scuole elementari "Aldo Moro" quando la torre dell'acquedotto non era ancora stata costruita.
L'edificio scolastico risale al 1906 mentre al torre, ora simbolo biassonese, fu edificata nel 1955.

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14 febbraio 2009

Angoli da una Biassono che fu. Questa è una foto della chiesa parrochiale di Biassono, intitolata a san Martino vescovo, scatta nei primi anni '60.
Ora la chiesa appare diversa in quanto, nella seconda metà dello stesso decennio, è stato collocato l'organo e rimosso altare e balaustra.



Scavando nella memoria: sezione dedicata ai ricordi del GRAL, da far riemergere attraverso scatti fotografici, persone e ricorrenze ed al recupero dei termini dialettali, sempre più in disuso. L'idea è quella di rappresentare i momenti passati, facendoli rivivere nel presente in quanto parte della nostra storia e cultura.


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29 settembre 2012

Scavando nella memoria. Nel 1996 inaguravamo la mostra "La vita quotidiana in Palestina all'epoca di Erode il grande" ecco alcune foto dell'inaugurazione.

A distanza di più quindic'anni il nostro museo ha cambiato fisinomia, ove nel 1996 venne collocata la mostra ora vi è la sala medagliere intitolata ad Alberico Lopiccoli.

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30 giugno 2012

Scavando nella memoria. L'annunciata ristrutturazione di Casa Croce-Bossi ha obbligato il museo a spostare il deposito del materiale etnografico altrove.
L'operazione di trasloco, che ci ha impegnati per più di due anni, ha visto come protagonista e coordinatore il nostro vice presidente Marco Tremolada.

Nella foto a fianco possiamo vedere il trasporto di materiale etnografico con un mezzo che oramai ha abbandonato le nostre strade, in uso al GRAL fino al decennio scorso.

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16 gennaio 2012

Scavando nella memoria. Ecco un ricordo di Alberico Lopiccoli inviatoci da un amico del Museo.

"Per me che ho avuto la fortuna di conoscerlo, e di averlo come professore alle medie di sovico (1970-1972) era una persona speciale.
Speciale quando è arrivato, cosi diverso dai suoi colleghi precedenti; severo ma molto umano, e deciso a sconvolgere tutto quello che noi ci aspettavamo come programma scolastico.
All'inizio eravamo tutti molto timorosi, ma piano piano ci portò a conoscere cose che forse ancora oggi non vengono insegnate.
L' orientamento (i meridiani i paralleli la stella polare), importantissimo il pronto soccorso (facendo prove pratiche che ci coivolgevano tutti), persino lo yoga e l'autocontrollo. Senza tralasciare l'educazione fisica.
Poi un giorno ci mise in mano piccone e badile e ci portò dentro la chiesa vecchia di sovico.
Tra mille difficoltà e ancora oggi mi domando come, era riuscito ad avere il permesso di eseguire scavi archeologici sotto il pavimento di quella chiesa.
La cosa ci coinvolse tutti; carriole di terra e piastrelle che andavano avanti e indietro.
I primi ritrovamenti (ossa umane e qualche coccio) di tombe antiche.
Purtoppo la scuola media finì e cominciai subito a lavorare .
So che gli scavi continuarono con successo e portarono un forte contributo alla storia del mio paese.
Il borgo, il villaggio, il paese, tutto comiciò da li, chiesa su chiesa sempre più ampia.
Sono contento che tutto questo è ancora oggi visibile (e spero salvaguardato).
Onore a questa persona speciale che ha lasciato in me, come sicuramente in altri, un ricordo particolare.

Grazie di tutto prof.
un grazie anche a chi ha contribuito alla nascita di questo museo.

Giovanni
"

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26 novembre 2011

Scavando nella memoria. Nebbia densa e bassa avvolge la Brianza. In questo scenario dai contorni sfumati e incerti, tipico degli inverni rigidi di cui oggi si è persa l'abitudine, ci sembrava opportuno riportare alla memoria un capo di abbigliamento di tradizione antichissima: il tabarro. Indossato, nella foto a fianco, da Marco Tremolada, socio del GRAL e vicepresidente del Museo, narra di una storia che affonda le proprie radici nel passato, recuperando la forgia delle toghe romane patrizie. Usato nel Medioevo dai cavalieri durante le investiture, divenne capo di abbigliamento ricercato per i dandy ottocentesci, proibito negli anni fascisti poichè simbolo anarchico ma soprattutto in uso fino agli anni cinquanta del Novecento presso le zone montane e rurali del Paese.
Tipico capo maschile si tratta, nello specifico di un mantello ampio, solitamente lungo fino ai polpacci, realizzato in panno spesso con allacciatura sotto il mento. Veniva portato sovrapponendo un lembo sopra la spalla opposta, in modo che avvolgesse tutto il corpo, proteggendolo dal freddo intenso invernale.
Oggi che il tabarro è caduto in disuso è giusto ricordarne l'esistenza per tramandare alle generazioni che non ne hanno vissuto l'utilizzo, memoria e consapevolezza di un passato recente.
In questa ottica conoscere il nome e l'impiego di questo capo d'abbigliamento, infine, è utile per comprendere alcuni dei termini gergali che fanno capolino nel lessico della tradizione briantea, come appunto "intabarà" ("intabarrato"), utilizzato per indicare una persona eccessivamente coperta.

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07 maggio 2011

Scavando nella memoria. Vi é mai capitato di sentire un termine dialettale ma non sapere cosa significhi? Oppure credere di “tradurre” correttamente dall'italiano al “brianzolo” non accorgendosi che si tratta in realtà di un'errata "dialettizzazione" ?
Per cercare di ripercorrere la storia delle nostre radici linguistiche, il Gral lancia la nuova rubrica Le nostre Radici, dedicata al dialetto di Brianza e alle tradizioni ad esso legate.
Oggi vi proponiamo un detto riferito al mese di maggio e con esso un primo lemma codificato:

Màgg l'è un bel mess: fiür, magiüster e scjrees
(Maggio è un bel mese: fiori, fragole e ciliegie)

Proprio FRAGOLE è la parola su cui cade la nostra attenzione. Erroneamente a quanto si pensi, o spesso si senta, la versione brianzola corretta non è "fràgül" (dovuta evidentemente ad una sorta di italianizzazione del termine antico) ma , appunto, MAGIÜSTER. Il termine deriva proprio dal fatto che il raccolto delle fragole inizia  a partire da Maggio per poi protrarsi per l'intera estate, divenendo insieme a fiori e ciliegie – come dice il proverbio – uno dei simboli del quinto mese dell'anno.

Se avete la curiosità di sapere il significato di parole dialettali o volete proporci termini brianzoli ormai italianizzati scriveteci: li pubblicheremo di volta in volta sul sito.

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29 gennaio 2011

Scavando nella memoria. Con grande impegno il GRAL sta cominciando a digitalizzare tutto il suo patrimonio fotografico. Questa operazione, che ci impegnerà per lungo tempo sia nella scansione delle foto che nella successiva catalogazione e archiviazione, sta già riportando alla luce alcune istantanee della nostra storia.
In questa foto, dei primi anni '70, potete vedere, seduto sulla sinistra, l'esimio archeologo Mario Roberti Mirabella, mentre sulla destra, il professor Giacomo Paccini, allora preside della scuola media di Sovico.
Queste due importanti persone con Alberico Lopiccoli hanno ispirato la fondazione del GRAL.

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17 gennaio 2009

Scavando nella memoria. Il falò di sant' Antonio. In Brianza viene mantenuta la tradizione legata a Sant'Antonio Abate. Il mondo contadino era solito rendere omaggio al santo durante l'inverno: in questa occasione veniva celebrata una messa speciale in cui veniva benedetto il bestiame in segno di buon auspicio. Nelle case si festeggiava cucinando i turtei.


Scriveteci Museo Civico "Carlo Verri"
via san Martino, 1
20853 - Biassono (MI)
tel./FAX 0392201077 cel.3343422482
e-mail info@museobiassono.it

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