Museo Civico "Carlo Verri" Biassono
Gruppo di Ricerche Archeostoriche del Lambro
Notiziario Inverno 2000
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Iside Lactans

La statuetta di Iside Lactans La collezione egizia del Museo di Biassono non è certamente numericamente ricca ma propone un'immagine sintetica ed efficace dell'arte e della cultura dell'antico paese sul Nilo, con materiali che vanno dalle maschere funerarie alle scene di imbalsamazione, agli scarabei, agli amuleti.

Ora è giunta anche la dea Iside.
La preziosa statuetta in bronzo, praticamente intatta, è un dono della signora Luisa Cogliati Arano ed appare un importante completamento della vetrina del Museo.

La dea, miniaturizzata (è alta 9,5 cm.), rivestita di una tunica aderente che le giunge alle caviglie, con i piedi nudi, è seduta, con il figlio Arpocrate sulle ginocchia. La statuetta è costruita con piani che si incontrano perpendicolarmente, a spigoli vivi, in modo da essere apprezzata soprattutto nella visione frontale.
La morbida anatomia della figura femminile è però resa con grande perizia, soprattutto sul ventre, sul quale è segnato l'ombelico. Il tratto dei volti, della dea e del figlio, nato dallo sguardo del suo sposo Osiride, ucciso e smembrato da Set, personificazione del male e della violenza, sono resi sinteticamente ma sono perfettamente leggibili. Sulla parrucca si intuisce la presenza della spoglia dell'avvoltoio, la cui testa è un ureo (serpente) che si erge sulla fronte della dea. Sopra è un modio, che sostiene il disco solare incorniciato dalle corna bovine, simbolo di Hator, dea dell'amore.

La simbologia appare chiara e definisce gli attributi della dea. La mano destra sostiene la mammella sinistra, per allattare Arpocrate. Questi è nudo, con la lunga caratteristica treccia che gli ricade sulla spalla destra. Si tratta di un ex-voto, offerto alla dea, moglie del dio dei Morti, madre di un dio, Arpocrate, che proteggeva la salute, padrona delle arti magiche capaci di restituire la salute, collegata al ciclo lunare e quindi ai misteri della femminilitÓ e della generazione, esempio di fedeltà coniugale e di amore materno.

E' la greca Afrodite, ed insieme Era, Selene, Artemide e Proserpina, figura centrale nel Pantheon egiziano, presente nel quotidiano degli antichi egiziani e soprattutto delle donne egiziane. Una figura che seppe sopravvivere al tramonto del mondo faraonico, che impose una nuova religione misterica in età romana e che ancora resiste nelle superstizioni e nei culti esoterici del mondo contemporaneo.
Nella quale forse si preparava l'immagine materna della Vergine cristiana.

La statuetta è di difficile datazione, ma probabilmente venne prodotta nella XXII-XXV dinastia (850 ca.-664 a.C.).

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