Museo Civico "Carlo verri" Biassono
Archeologia A.1
Indice schede
La ceramica daunia
La Daunia e i suoi principali centri abitati
fig.1 La Daunia e i suoi principali centri abitati
LA DAUNIA: cenni sulla produzione vascolare

La Daunia antica comprendeva l'attuale provincia di Foggia, dal fiume Fortore a nord al fiume Ofanto a sud (includendo il promontorio del Gargano), una fascia a sud dell'Ofanto, ora in provincia di Bari, e l'area melfese oggi appartenente alla Basilicata. Le risorse economiche di questo territorio consistevano nell'agricoltura, principalmente cerealicola, nell'allevamento del bestiame, in particolare cavalli e suini, nella pastorizia, nello sfruttamento del legname dei boschi, nella caccia e nella pesca, attività alle quali si affiancarono un florido artigianato, soprattutto quello della ceramica, e attività commerciali anche al di fuori dei confini del territorio, sia sul versante tirrenico che su quello adriatico.Cfr. DE JULIIS 1977, pp. 15-16; DE JULIIS 1992, p. 49; p. 54.
Fin dal I millennio a.C. nella Daunia si sviluppò una cultura con caratteristiche ben definite, che si possono individuare principalmente nella scultura in pietra a carattere funerarioCfr. soprattutto NAVA 1980; cfr. anche DE JULIIS 1984, pp. 142-146; pp. 153-155; DE JULIIS 1988, pp. 25-26; 80-83; DE JULIIS 1992, p. 53; NAVA 1992, pp. 132-135. e nella ceramica.Opere ampie ed esaustive sono FEDDER 1976; DE JULIIS 1977, con riferimento, alle pp. 17-22, agli studi precedenti; YNTEMA 1985, pp. 297-421.
La ceramica di stile geometrico della Daunia trova le sue radici nella ceramica detta di stile "Protogeometrico Iapigio" (fine XI - metà IX sec. a.C. circa), che si presenta con caratteristiche unitarie anche nelle altre due regioni della Puglia antica, la Messapia e la Peucezia. È ceramica modellata a mano, decorata da motivi geometrici monocromi, semplici e primitivi (punti, zig-zag, angoli, tremoli), non estranei alla tradizione egeaLa classificazione e la periodizzazione alle quali si fa riferimento sono quelle proposte da DE JULIIS 1977. Per il Protogeometrico Iapigio cfr. DE JULIIS 1977, pp. 23-25; DE JULIIS 1984, p. 148; NAVA 1984; DE JULIIS 1988, pp. 18-19; DE JULIIS 1992, p. 54; p. 509. e ravvisabili anche nella fase stilistica successiva, il "Geometrico Protodaunio" (metà IX sec. - VIII sec. a.C. circa), già caratterizzato da un linguaggio autonomo dei prodotti vascolari dauni, che vengono anche esportati in Campania, nel Piceno, nell'Istria e nella Dalmazia. Le forme vascolari, sempre lavorate a mano (olle, brocche, scodelle, askoì) come nelle fasi successive, si arricchiscono di motivi non solo rettilinei ma anche curvilinei (cerchi, archi) e zoomorfi (doppio uccello), in genere di colore bruno, opaco.Per il Geometrico Protodaunio cfr. DE JULIIS 1977, pp. 25-32; DE JULIIS 1984, pp. 148-150; NAVA 1984; DE JULIIS 1988, pp. 31- 32; DE JULIIS 1992, pp. 54-55; p. 509.
Da questa fase si evolve quella successiva, nota con il nome di "Subgeometrico Daunio", che ricopre un arco di tempo che va dall'inizio del VII alla fine del IV sec. a.C., con un'articolazione interna in Subgeometrico Daunio I, II e III.
La produzione della prima fase (700-550 a.C. circa) è caratterizzata dal disegno accurato e dalla tendenza al miniaturismo delle decorazioni, generalmente monocrome, ed è riconducibile a due centri di fabbricazione, ciascuno con caratteristiche specifiche, Ordona, maggiormente legata alla tradizione, e Canosa, più innovativa.Per il Subgeometrico Daunio I cfr. DE JULIIS 1977, pp. 34-37; DE JULIIS 1984, p. 156; NAVA 1984; DE JULIIS 1988, pp. 50-52; DE JULIIS 1992, p. 61; pp. 509-510.
Il Subgeometrico Daunio II (550-400 a.C. circa) coincide con la piena fioritura della civiltà daunia. La produzione vascolare è ricchissima e varia sia nelle forme che nelle decorazioni, grazie anche all'impiego della bicromia (colori bruno e rosso) e delle applicazioni plastiche (mani, animali, figurine umane). Ad Ordona e a Canosa, nel corso del V sec. a.C., si affianca il centro di Ascoli Satriano. Dei tre centri Canosa sembra essere quello più originale e sembra avere un mercato maggiore sia sul versante tirrenico che adriatico.Per il Subgeometrico Daunio II cfr. DE JULIIS 1977, pp. 38-55; DE JULIIS 1984, pp. 156-161; pp. 163-164; NAVA 1984; DE JULIIS 1988, pp. 85-88; DE JULIIS 1992, pp. 61-62; p. 510.
Nel corso del V sec. a.C. tuttavia si ravvisano i segni di una crisi interna causata principalmente dalla presenza dei Greci nell'Adriatico, dal declino della potenza etrusca in Campania e dall'espansione sannitica verso le coste.Cfr. DE JULIIS 1984, pp. 161-162; DE JULIIS 1992, p. 62. Le fabbriche daunie producono manufatti più scadenti da un punto di vista qualitativo, ma continuano la loro attività anche nel secolo successivo. In quest'ultima fase, detta Subgeometrico Daunio III (400-300 a.C. circa), le forme di antica tradizione (olle e attingitoi) continuano ad essere modellate a mano, mentre le altre forme sono prodotte al tornio. La decorazione, in genere monocroma, è costituita da motivi geometrici alternati a motivi vegetali e floreali derivati principalmente dalla contemporanea ceramica apula a figure rosse (di tradizione greca). I centri di produzione principali continuano ad essere Ordona, Ascoli Satriano e Canosa.Per il Subgeometrico Daunio III cfr. DE JULIIS 1977, pp. 56- 71; NAVA 1984; DE JULIIS 1988, pp. 154-156; DE JULIIS 1992, pp. 140-141; pp. 510-511.
Solo quest'ultima riesce ad opporsi alla diffusione dei prodotti apuli con la creazione di una nuova classe ceramica, la "ceramica listata", che prende il nome dalla decorazione disposta a liste o fasce. Essa si affianca ai vasi del Daunio III ormai rari e scadenti attorno alla metà del IV sec. a.C. e si esaurisce nel corso del III sec. a.C.Per la ceramica listata si rimanda al commento relativo all'olla A.1983.114.1 e in particolare alla nota n. 28..
La scomparsa di un linguaggio autonomo e creativo non è solamente da attribuire alla concorrenza esercitata dai prodotti apuli ma ad una crisi di maggiore portata, di carattere sociale e politico, che investe la Daunia a partire dalla fine del IV sec. a.C., dovuta principalmente all'arrivo dei Romani e alla conseguente perdita dell'identità culturale.

CATALOGO

a) Oinochoe subgeometrica a decorazione bicroma

A.1983.88.1 Oinochoe subgeometrica a decorazione bicroma
fig. 2 Oinochoe subgeometrica
a decorazione bicroma
N° Inventario : A.1983.88.1
Dimensioni : h max. 9.3; h bocca 7.9; max. 7.4; fondo 4.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone e arancio opachi.
Stato di conservazione : integra; incrostazioni.
Proprietà : collezione GRAL da dono E.A. Arslan (Acquisto Asta Geri 1963).

Bocca trilobata, svasata; collo a profilo concavo; corpo globoso, schiacciato; fondo piatto; ansa a nastro ingrossato, verticale, sormontante, impostata sulla bocca e sul punto di massima espansione del corpo.

Decorazione: sul labbro, all'interno, fascia orizzontale e motivo a pettine ripetuto quattro volte; all'esterno del labbro e sul collo fascia orizzontale da cui pende un motivo, ripetuto tre volte, costituito da due coppie di tratti uncinati contrapposti (un motivo ornitomorfo semplificato?); sul corpo tra fasce di vario spessore orizzontali e parallele una fascia a tremolo nella metà superiore del corpo e una fila di piccoli segmenti in quella inferiore; sull'ansa serie di linee orizzontali parallele comprese tra due fasce verticali parallele.
L'oinochoe, per la forma, è riferibile alla Forma XI, Tipo 12 della classificazione del De Juliis e accostabile alla Forma 30 B dell'Yntema,Cfr. DE JULIIS 1977, p. 47, tav. XVII, n. 12; YNTEMA 1985, p. 407, fig. 286, 30 B. forma molto diffusa in Daunia nel V secolo e nella prima metà del IV secolo a.C.Cfr. ROSSI 1979, p. 43, n. 75, tav. XXIX; p. 49, n. 94, tav. XXIV; IKER 1984, pp. 255-256, fig. 141, n. 8 (tomba 64); non mancano attestazioni piu' antiche: cfr., ad esempio, IKER 1984, pp. 189-191, fig. 106, n. 3 (tomba 49, VI sec. a.C.)..
La decorazione, principalmente bruna, è ravvivata dall'uso sobrio del colore arancio. È costituita da motivi semplici e comuni (il pettine, le fasce orizzontali, la linea ondulata, la fila di piccoli segmenti), frequenti nella fase stilistica del Subgeometrico Daunio II (550-400 a.C.) anche se non mancano attestazioni più antiche.In particolare per la linea ondulata cfr. FEDDER 1976, p. 90, II, 7b; III, 8; DE JULIIS 1977, p. 36, tav. XXXIV, n. 22 (Subgeometrico Daunio I: 700-550 a.C.); p. 51; tav. XL, nn. 102, 103; tav. XLI, nn. 109, 110, 112 (Subgeometrico Daunio II: 550-400 a.C.); YNTEMA 1985, p. 411, fig. 287, n. 7 (North-Daunian Subgeometric II: 500-400 a.C.); per la fila di piccoli segmenti cfr. DE JULIIS 1977, p. 51, tav. XL, n. 103 (variante).
Di maggiore interesse è il motivo che decora il collo, il quale sembra la versione stilizzata e semplificata del motivo del doppio uccello, generalmente presente in forma completa sugli attingitoi dauni dei secoli VI e V a.C. e riconducibile alla sfera religiosa, nell'ambito della simbologia solare di origine danubiana.Per l'interpretazione cfr. DE JULIIS 1971; per i confronti cfr. FEDDER 1976, p. 97, I, 23 a (variante); DE JULIIS 1977, tav. XL, n. 93 (Subgeometrico Daunio II: variante); ROSSI 1979, p. 43, n. 74, tav. XXVIII; n. 75, tav. XXIX; ROSSI 1881, p. 30, n. 9 (variante).
Alcuni confronti, sia per la forma che per le decorazioni, conducono all'area di Ordona e consentono di inserire l'oinochoe nell'arco di tempo compreso fra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C.Cfr. DE JULIIS 1973, pp. 322-323, fig. 54, nn. 5-6  (tomba XXII); YNTEMA 1985, p. 416, fig. 290..

b) Brocca subgeometrica a decorazione monocroma

A.1984.20.1 Brocca subgeometrica a decorazione monocroma
fig. 3 Brocca subgeometrica a decorazione monocroma
N° Inventario : A.1984.20.1
Dimensioni : h max. 10.7; h labbro 9.1; max. 8.9; labbro 6.2; fondo 3.9.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone opaco.
Stato di conservazione : ricomposta; piccole lacune e scheggiature; decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963).

Labbro indistinto; collo cilindrico, leggermente concavo; corpo globulare; fondo leggermente rientrante; ansa a nastro ingrossato, verticale, sormontante, impostata sul labbro e sul punto di massima espansione del corpo.

Decorazione: all'interno del labbro, in corrispondenza dell'ansa, motivo a pettine; sul labbro e sul corpo fasce di vario spessore orizzontali e parallele; sull'ansa motivo a treccia; all'attacco dell'ansa con il corpo due gruppi di segmenti verticali paralleli.
Sebbene con alcune varianti, la brocca a labbro indistinto può rientrare nella Forma VIII, Tipo 20 di De Juliis e 30 A di YntemaCfr. DE JULIIS 1977, p. 40, tav. XIV, n. 20; YNTEMA 1985, p. 407, fig. 286, 30 A.. Questo tipo di brocca è estremamente diffuso e comune in Daunia; ne esistono numerose varianti relative al corpo, più o meno globulare, e al collo, più o meno alto; la decorazione è costituita in genere da motivi lineari semplici, monocromi o bicromi, e la modellazione è a mano.Cfr. ROSSI 1979, pp. 52-54, nn. 107-115, tavv. XXXVII-XXXIX.
Nei corredi tombali, in cui questa forma è ben documentata, i materiali associati sono di tipo subgeometrico, modellati non solo a mano ma anche a tornio, e pertanto inquadrabili in un arco cronologico ampio, dalla seconda metà del VI sec. a.C. (Subgeometrico Daunio II) ai primi decenni del IV sec. a.C. (Subgeometrico Daunio III). Tali corredi provengono nella maggior parte dei casi dall'area di Ordona, sebbene non manchino rare attestazioni da Ascoli Satriano.Cfr. IKER 1965, pp. 40, 41, fig. 10, n. 1; tav. XXXII (Ordona, tomba VII); IKER 1967, pp. 49, 51, fig. 9, A (Ordona, tomba XI); p. 56, fig. 12, n. 1 (Ordona, tomba, XXV); pp. 69-70, fig. 20, n. 5 (Ordona, tomba XXXII) pp. 74, 75, fig. 23, n. 3 (Ordona, tomba XXXIII); DE JULIIS 1973, pp. 297, 299, fig. 16, n. 6 (Ordona, tomba VII); pp. 302, 306, fig. 28, n. 6 (Ordona, tomba X); pp. 322-323, fig. 54, n. 3 (Ordona, tomba XXII); pp. 323, 324, fig. 55, n. 2 (Ordona, tomba XXIII); p. 325, fig. 56, n. 3 (Ordona, tomba XXIV); pp. 326-327, fig. 57, n. 4 (Ordona, tomba XXV); pp. 326, 328, fig. 58, n. 2 (Ordona, tomba XXVI); pp. 328, 331, fig. 62, n. 3 (Ordona, tomba XXVII); pp. 331, 332, fig. 63, n. 3 (Ordona, tomba XXVIII); p. 336, fig. 70, n. 3 (Ordona, tomba XXXI); DE JULIIS 1977, pp. 54-55, tav. XCVII (Ordona, tomba 4, 19); tav. XCVIII (Ascoli Satriano, tomba 49); DE JULIIS 1984, p. 177, n. 220 (Ordona, tomba X); IKER 1984, pp. 184-185, fig. 102, n. 3 (Ordona, 48); pp. 188, 191, fig. 106, n. 2 (Ordona, tomba 49); pp. 197-198, fig. 109, n. 2 (Ordona, tomba 50); pp. 231-232, fig. 129, n. 10 (Ordona, tomba 57); pp. 236-237, fig. 133, n. 2 (Ordona, tomba 59); pp. 246-247, fig. 137, nn. 5, 8 (Ordona, tomba 62); pp. 250-251, fig. 139, n. 4 (Ordona, tomba 63); p. 271, fig. 151, n. 5 (Ordona, tomba 68); p. 289, fig. 162, n. 1 (Ordona, tomba 74); p. 294, fig. 166, nn. 1, 2 (Ordona, tomba 77); p. 295, fig. 167, n. 1 (Ordona, tomba 78); p. 298, fig. 169, n. 1 (Ordona, tomba 80); YNTEMA 1985, p. 416, fig. 292; IKER 1986, pp. 337, 339, fig. 179, n. 5 (Ordona, tomba 88); pp. 353-354, fig. 187, n. 2 (Ordona, tomba 91); pp. 385-386, fig. 208, n. 3 (Ordona, tomba 95); pp. 589-590, fig. 330, n. 12 (Ordona, tomba 144). Si veda inoltre l'esemplare pubblicato in ROSSI 1981, p. 29, n. 8 e relativa bibliografia.
Per l'esemplare di Biassono, che non proviene da un contesto noto e che risulta pertanto isolato, è difficile proporre una datazione più precisa di quella sopra indicata; anche la decorazione, del tutto generica, non aiuta a definire l'arco di tempo in cui inserire il pezzo.

c) Brocca subgeometrica a decorazione monocroma

A.1982.332.1  Brocca subgeometrica a decorazione monocroma
fig. 4 Brocca subgeometrica a decorazione monocroma
N° Inventario : A.1982.332.1
Dimensioni : h max. 10; h labbro 9.3; max. 10.6; labbro 8; bocca 4; fondo 5.2.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone opaco.
Stato di conservazione : ricomposta; piccola lacuna sul corpo; scheggiature; incrostazione; decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963).

Labbro obliquo, espanso, con cordoncino rilevato attorno alla bocca; corto collo troncoconico; corpo globulare, schiacciato; fondo piatto; ansa a nastro, verticale, leggermente sormontante, impostata sul labbro e sul punto di massima espansione del corpo.

Decorazione: sul labbro, all'interno due fasce orizzontali parallele; attorno alla bocca fila di trattini; sul collo e sul corpo serie di fasce di diverso spessore orizzontali e parallele; sull'ansa tre fasce verticali parallele; all'attacco dell'ansa con il corpo due gruppi di segmenti verticali paralleli.
Questo tipo di brocca, caratterizzato da un ampio labbro orizzontale, è riferibile alla Forma VI, Tipo 8 di De Juliis e accostabile alla forma 2 B di Yntema.Cfr. DE JULIIS 1977, p. 40, tav. X, n. 8; YNTEMA 1985, p. 406, fig. 285, n. 2 B.
Modellato a mano e generalmente decorato con motivi semplici e lineari, sia monocromi che bicromi, si presenta in forme più o meno tozze nei corredi dauni,Cfr. ROSSI 1979, pp. 45-46, nn. 82-84, tav. XXXI; ROSSI, Ceramiche apule, pp. 15-16, nn. 8-11; p. 25. Vicino al Tipo 8 è il Tipo 18 (DE JULIIS 1977, p. 40, tav. XI, n. 18), che in genere presenta anche molte affinità relativamente alla decorazione e all'inquadramento cronologico (cfr. ROSSI 1979, pp. 49-51, nn. 96-100, tavv. XXXIV-XXXV); cfr. anche ROSSI 1981, p. 28, n. 7. per lo più di Ordona, databili fra la seconda metà del VI e la prima metà del IV sec. a.C.Cfr. DE JULIIS 1973, pp. 297, 299, fig. 16, n. 5 (tomba VII);  DE JULIIS 1977, p. 55, tav. XCVII, b (tomba 19); IKER 1984, pp. 197-198, fig. 109, n. 3 (tomba 5); pp. 228-229, fig. 128, n. 2 (tomba 57); pp. 236-237, fig. 133, n. 3 (tomba 59)..
Come per il pezzo precedente, anche per questo, isolato e decorato in modo estremamente semplice, non è possibile proporre una cronologia meno ampia.

d) Coppa monoansata subgeometrica a decorazione monocroma

A.1983.015.1 Coppa monoansata subgeometrica a decorazione monocroma
fig. 5 Coppa monoansata subgeometrica a decorazione monocroma
N° Inventario : A.1983.015.1
Dimensioni : h 3.9; max. 11.5; lungh. 14.2; fondo 4.3.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : lavorata al tornio; decorazione di colore bruno-marrone, diluito, opaco.
Stato di conservazione : integra; incrostazioni; decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963-1964)

Labbro indistinto; vasca fonda a profilo convesso; fondo piatto; ansa a nastro ingrossato, impostata obliquamente al di sotto del labbro.

Decorazione: all'interno, sul labbro e sulla vasca tre fasce orizzontali parallele; all'esterno fascia orizzontale; sull'ansa tracce di colore.
Le coppette monoansate, tornite e decorate a fasce di colore bruno o rossiccio, sono estremamente diffuse nella produzione vascolare daunia del IV sec. a.C. (Subgeometrico Daunio III) e si presentano in numerose varianti relative alla vasca, più o meno profonda, e all'ansa, impostata orizzontalmente o obliquamente.Cfr. DE JULIIS 1977, p. 63, tav. XXIII, A, nn. 6-7, 10-17.
A Ordona questa forma è presente nei corredi funerari a partire dalla seconda metà del V sec. a.C. e secondo De Juliis documenterebbe il primo impiego del tornioCfr. DE JULIIS 1973, pp. 317-319, fig. 47, n. 8 (tomba XXI, seconda metà V sec. a.C.) e nota 1; pp. 395-396..
L'esemplare di Biassono, riferibile alla Forma XVIII, Tipo 6 di De Juliis,Cfr. DE JULIIS 1977, p. 63, tav. XXIII, A, n. 6. può essere genericamente inquadrata nell'ambito del IV sec. a.C.

e) Olla listata a decorazione monocroma

A.1983.114.1 Olla listata a decorazione monocroma
fig. 6 Olla listata a decorazione monocroma
N° Inventario : A.1983.114.1
Dimensioni : h 25.5; max. 22.5; labbro 18.2; bocca 6.6; fondo 11.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone rossiccio, opaco e a tratti diluito.
Stato di conservazione : integra; piccole scheggiature; decorazione in parte scrostata ed evanida.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1974).

Labbro a imbuto, a profilo convesso; corpo globulare; fondo piatto; due anse a bastoncello, impostate obliquamente nel punto di massima espansione del corpo, alternate a due palette plastiche rettangolari.

Decorazione: sul labbro, all'interno, motivo a festoni costituito da quattro archi di due linee ciascuno compresi fra due linee concentriche; sul collo ampia fascia orizzontale; sulla parte superiore del corpo tralcio d'edera compreso fra due linee orizzontali; tra le anse e le palette quattro riquadri metopali decorati alternatamente da un tralcio di edera e da rami di alloro; sotto linea orizzontale; sulle palette rami di alloro; sulle anse segmenti verticali; in corrispondenza delle anse e delle palette segmenti verticali.

Riferibile alla Forma I, Tipo 26 di De Juliis, sebbene con alcune varianti, e alla Forma A, III, 8 di Fedder,Cfr. FEDDER 1976, p. 70, A, III, 8; DE JULIIS 1977, p. 57, tav. III, n. 26. l'olla di Biassono suscita un certo interesse poiché è modellata e decorata a mano, come tutta la ceramica daunia di lunga tradizione e in modo particolare come le forme (attingitoi e olle) di tipo rituale, ma la tipica decorazione subgeometrica è stata sostituita da motivi vegetali disposti in fasce o "liste" orizzontali, da cui deriva il nome di "ceramica listata" data a questa specifica classe.In generale sulla ceramica listata cfr. ABRUZZESE 1974, 5-68; YNTEMA 1985, pp. 370-390; DE JULIIS 1988, pp. 158-160; DE JULIIS 1992, p. 245; p. 511.
Questa classe ceramica, attorno alla metà del IV sec. a.C., inizia a distinguersi dallo stile geometrico-vegetale caratteristico del Subgeometrico Daunio III,Cfr. DE JULIIS 1977, pp. 56-57; DE JULIIS 1988, pp. 154-155; DE JULIIS 1992, p. 141. con una graduale accentuazione degli elementi fitomorfi, che vengono disposti dapprima in modo regolare e sobrio e in seguito più fitto sulla superficie del vaso, man mano che si procede nel tempo.

I limiti cronologici per questa produzione, attribuita alle officine di Canosa, sono stati fissati nel III sec. a.C.Sulla base della classificazione di Abruzzese, seguita da De Juliis, si può dividere la ceramica listata nelle seguenti fasi: Listata A (o protolistata): 350-320 a.C.: motivi vegetali usati sobriamente, disposti a fasce e in riquadri metopali non su tutta la superficie del vaso, che è modellato a mano. Le forme sono olle e askoì..
I motivi decorativi dell'olla di Biassono (il ramo di alloro ed il tralcio di edera)Cfr. YNTEMA 1985, p. 374, fig. 258, nn. 3, 6, 12 (Listata I/II). Tali motivi sono ben documentati nel Subgeometrico Daunio III: cfr. FEDDER 1976, p. 114, n. 67 a; p. 115, n. 68 i; per la decorazione del labbro cfr. p. 107, n. 49 e; DE JULIIS 1977, p. 67, tav. LI, n. 34; tav. LII, nn. 46, 50. sono radi e disposti in riquadri metopali che non ricoprono l'intera superficie del vaso. Se a questo si aggiunge la modellazione ancora manuale si deduce che si tratta di un pezzo ascrivibile alla fase più antica della ceramica listata, la Listata A o protolistata (350-320 a.C.). L'inquadramento stilistico e cronologico, oltre che dall'analisi del pezzo, è confermato da numerosi confronti.Cfr. ROSSI 1979, p. 86, n. 215, tav. LXXXI; CARRARA RONZANI 1980, p. 10, n. 4; p. 29; ROSSI 1981, p. 53, n. 24; YNTEMA 1985, p. 377, figg. 260-261; p. 378, fig. 262; Canosa 1992, p. 247, n. 8; pp. 419-420, n. 1; pp. 569-570, n. 2.

Thea Tibiletti
BIBLIOGRAFIA

ABRUZZESE G. 1974, Un gruppo di vasi dell'ipogeo Varrese e il problema della ceramica listata di Canosa, in "Annali della Facoltà di lettere e filosofia, Università di Bari", 17, pp. 5-68

Canosa 1992, Principi imperatori vescovi, duemila anni di storia a Canosa, catalogo della mostra (Bari 27 gennaio-5 aprile 1992), Venezia

CARRARA RONZANI M. 1980, Bellinzona. Collezione Lombardi (Quaderni d'Informazione n. 4), Bellinzona

DE JULIIS E.M. 1971, Un antico simbolo solare nella ceramica geometrica daunia, in "AC" XXIII, pp. 37-51

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Prima edizione: 25 novembre 2004
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