Museo Civico "Carlo verri" Biassono
Numismatica N.2
Le "oselle" di Venezia nelle collezioni biassonesi

Pietro Longhi "La caccia all'anitra in laguna"circa 1760, tela, Venezia, Pinacoteca Querini Stampalia.
L'osella

La zecca di Venezia coniò dal 1521 al 1797, cioè ininterrottamente sino alla fine della Repubblica Veneta, una moneta-medaglia detta osella. Tra queste due date sono trascorsi 275 anni e tante sono le oselle coniate.
L'origine di questa "moneta" (che è a tutti gli effetti una medaglia dotata però di valore monetale) e del suo nome è singolare.
Il Doge aveva tra i suoi privilegi quello di poter cacciare, in esclusiva, in riserve di caccia sparse nella laguna veneta, concessegli come appannaggio spettante alla sua carica.
In ringraziamento di tale concessione, e come manifestazione dell'ossequio alla autorità collettiva dei Nobili che lo avevano posto a capo della Repubblica venne stabilito, fin dal secolo XIII, che il Doge dovesse, tutti gli anni per Natale, fare un regalo a ciascuno dei membri del Maggior Consiglio ed ai titolari delle più alte cariche della Repubblica.
Il dono doveva consistere in un determinato numero di uccelli, frutto delle cacce nelle riserve concessegli, che erano accuratamente indicati e descritti nelle Promissioni del Maggior Consiglio.
Erano soprattutto anatre selvatiche, chiamate in veneto mazzorini o oselli salvadeghi dai pié rossi, e poiché le femmine erano di carne più prelibata il regalo doveva consistere in cinque anitre selvatiche femmine e cioè oselle.
Nel tempo, per mutate condizioni ambientali ed anche per ragioni militari, non fu più possibile garantire l'approvvigionamento di tali rilevanti quantità di cacciagione.
Nell'anno 1361 il Maggior Consiglio stabilì che non si poteva prorogare il termine annuale per effettuare il donativo e in sua sostituzione, parziale e temporanea, obbligò il Doge a dare 12 grossi d'argento a chi non avesse ricevuto le oselle.
La sostituzione però non venne mai ben accettata dai Nobili, perché ravvisavano nella monetizzazione uno svilimento dell'alto significato della regalia.
In seguito, quando non fu più possibile rispettare il dono delle oselle, il Maggior Consiglio - in data 28 giugno 1521, durante la sede vacante seguita alla morte del doge Leonardo Loredan - decise che venisse coniata una moneta-medaglia, corrispondente al valore di 1/4 di ducato d'oro, da distribuirsi annualmente a dicembre a tutti coloro che avevano diritto alla regalia e perché non si perdesse il senso antico del dono queste vennero chiamate oselle.
Le oselle vennero sempre coniate in argento ed avevano, specialmente al diritto, l'aspetto di vere monete. Ebbero anche sempre corso come denaro e figuravano nelle tabelle di cambio.
L'uso dell'osella come moneta di cambio ha causato in molte di queste una forte usura ma molte altre, considerate le loro caratteristiche sia artistiche sia di nobile dono, furono tesaurizzate o collezionate o reimpiegate in oreficeria.
Nella nostra collezione su sei oselle ben quattro recano tracce più o meno evidenti di appiccagnolo ed un'altra è stata forata per poterla indossare.
Leopoldo Pozzi

CATALOGO

PASQUALE CICOGNA Doge - 1585-95

Osella, anno VI - 1590
D. S.M.VENET. PASC.CICONIA.D. Esergo: 1590 San Marco in trono porge lo stendardo al Doge in ginocchio e un Angelo librato gli pone sul capo il corno ducale.
R. * HINC. SALVS. ET. RESVRRECTIO. ANNO.VI. Tre croci piantate fra cespugli. La mediana porta tracce di sangue e si eleva sulle altre.
Bibl. : WERNDIG, p.74, n.69; JESURUM, p.95.

1 - Argento, Ø mm. 38,7; gr. 10,62; assi 0.
Inventario : M.1985.038.14
Stato di conservazione : tracce di riparazione dopo rimozione di appiccagnolo; evidente doratura del pezzo.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Pasquale Cicogna ha coniato dieci oselle, dal 1585 al 1595, e tutte hanno al rovescio le tre croci che sono l'insegna dell'Ordine Monastico dei Crociferi cui il Doge era molto legato. Nella chiesa dell'Ordine, mentre pregava, gli venne annunziata la sua elezione al Dogato.

Legenda Diritto : S(anctus) M(arcus) Venet(us) Pasc(ual) Ciconia D(ux)
Legenda Rovescio : Da ciò (dalla Croce viene) la Salvezza e la Resurrezione


ALVISE CONTARINI Doge - 1676-84

Osella, anno VI - 1681
D. S.M.V.ALOYSIVS.CON.D. Esergo: *G.M* S.Marco in trono porge il vessillo di Venezia al Doge genuflesso.
R. /+SALVT.AN.1681.ET.AB.VRBE.CONDI TA. 1261 Nel campo su più righe: */ALOYSII/CONTARENO/PRINCIPIS/MVNVS/ANNO/VI
Bibl. : WERDNIG, p.148, n.161; JESURUM, p.190.

2 - Argento, Ø mm. 35,8; gr. 9,20; assi 11.
Inventario : M.1985.038.15
Stato di conservazione : traccia di appiccagnolo.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Al rovescio la data di emissione è indicata anche: AB VRBE CONDITA 1261, imitando l'uso romano di indicare gli anni partendo dalla fondazione della città. Per tradizione Venezia venne fondata nel 420 d.C.

Legenda Diritto : Simile alla precedente. La sigla GM è del massaro (funzionario di Zecca) Gerolamo Marcello.
Legenda Rovescio : +Anno della Redenzione 1681 e anno dalla fondazione della città 1261 */Dono del principe Alvise Contarini. Anno sesto


FRANCESCO MOROSINI Doge - 1688-94

Osella, anno II - 1689
D. *S.M.VEN.FRAN.MAVROC.D Esergo, su due righe: *ANNO.II*/.Z.Q. San Marco in trono porge il vessillo al Doge genuflesso.
R. ICTV NON ABSTINET Spada, nel suo fodero, rivolta con la punta verso l'alto, entro fronde di palma.
Bibl. : WERDNIG, p.155, n.169; JESURUM, p.199.

3 - Argento, Ø mm. 35,6; gr 9,32; assi 11/0.
Inventario : M.1985.038.19
Stato di conservazione : foro di sospensione.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Tutte le oselle del Doge Francesco Morosini portano al rovescio raffigurazioni che esaltano le sue virtù guerresche. Per quattro volte il Doge condusse la guerra contro i Turchi, conquistando per Venezia il Peloponneso.

Legenda Rovescio
: (La Repubblica) non si trattiene dal colpire. Cioè non si lascia trattenere da alcun ostacolo pur di dare alle armi venete vittoria completa e gloriosa


ALVISE III MOCENIGO Doge - 1722-32

Osella, anno II - 1723
D. *S*M*V*ALOYSIVS*MOCENICO.D. Esergo: *ANN.II* San Marco in trono consegna lo stendardo al Doge in ginocchio.
R. DOMIN:REGIT ME ET NIH:MIHI DEERIT. Esergo:1723 Venezia, ornata di scettro e corona raggiata, è inginocchiata, con a fianco il leone di San Marco, davanti al Salvator Mundi che appare fra nubi ed in un'ellissi stellare. A d. il corno ducale.
Bibl. : WERDNIG, p.184, n.204; JESURUM, p.240.

4 - Argento, Ø mm. 35,4; gr. 9,46; assi 1.
Inventario : M.1985.038.16
Stato di conservazione : Notevole usura special-mente al diritto.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Legenda Rovescio : Il Signore mi guida e nulla mi mancherà.


FRANCESCO LOREDAN Doge - 1752-62

Osella, anno IV - 1755
D. *S.M. VENET FRANC LAVRED. Esergo:*A*D* In un quadro, racchiuso tra colonne, archi e fregi, vi è raffigurata la nascita di Gesù. Ai piedi San Marco e il Doge pregano genuflessi; fra essi il leone.
R. Su cinque righe curve verso l'alto FRANCIS:/LAVREDANI/PRINCIPIS/ MVNVS/AN:IV MDCCLV In alto, un Angelo a s. con ramo d'ulivo e corno dogale. In basso, un ricco fregio.
Bibl. : WERDNIG, p.205, n.236.

5 - Argento, Ø mm. 36; gr. 9,43; assi 1.
Inventario : M.1985.038.17
Stato di conservazione : tracce di appiccagnolo.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Legenda Rovescio : Dono del principe Francesco Loredan Anno quarto 1755. L'Angelo con l'ulivo si potrebbe interpretare come un simbolo di pace e della tranquillità politica, riferita alla Repubblica di Venezia, del tempo.

Osella, anno VI - 1757
D. S.M.V. FRANC. LAVRED. D.V.* Esergo:*G.B.* Arca, sostenuta da un Angelo e sormontata dalla Vergine, sulla quale è scritto FOEDERIS ARCA. Ai lati, arcate e colonne. In basso, San Marco col leone e il Doge pregano genuflessi; fra essi il corno dogale.
R. Su sei righe curve verso il basso: FRANCIS./ LAVREDANI/PRINCIPIS/MVNVS/ANNO VI/ 1757 Il tutto entro un fregio di stile barocco chiuso in alto dal corno dogale.
Bibl. : WERDNIG, p.207, n.238,; JESURUM, p.279.

6 - Argento, Ø mm. 37,5; gr. 9,75; assi 1/2.

Inventario : M.1985.038.18
Stato di conservazione : tracce di appiccagnolo.
Proprietà : Collezione GRAL da acquisto.

Entrambe, al rovescio, portano la formula più classica di leggenda che stava ad indicare che l'osella era un regalo del principe: PRINCIPIS MVNVS.

Legenda Rovescio : Dono del principe Francesco Loredan. Anno sesto

Leopoldo Pozzi

BIBLIOGRAFIA


JESURUM A., Cronistoria delle Oselle di Venezia, Venezia 1912 (2a ed. Trieste 1974)

GAMBERINI DI SCARFEA C., Prontuario prezziario delle monete, oselle e bolle di Venezia, Bologna 1969.

WERDNIG G., Le Oselle Monete-medaglie della Repubblica di Venezia, Traduz. a cura di E.Winsemann Falghera, Trieste 1983. (Opera originale: Die Osellen oder Münz-Medaillen der Republik Venedig, Hoepli-Milano 1898).


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Prima edizione: 25 novembre 2004