Museo Civico "Carlo Verri" Biassono
Riccardo Beretta
Della mia dislocazione oltremare
homeFine

Riccardo Beretta – Della mia dislocazione oltremare
(8 settembre 1940 – 3 novembre 1941)

Riccardo Beretta
Riccardo Beretta
Riccardo Beretta, classe 1920, originario di Biassono, è l’autore di un affascinante diario dal titolo Della mia dislocazione oltremare. Il testo è stato scritto dal Beretta durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, che lo hanno visto coinvolto in prima persona, tra le file dell’esercito italiano, in Albania tra il 1940 e il 1941.
All’età di 94 anni, Riccardo Beretta è un signore distinto e garbato, al tempo stesso forte e straordinariamente lucido, che conserva intatto il suo entusiasmo nel raccontare le vicende di cui è stato protagonista e di cui va orgogliosamente fiero, vicende forti, a tratti crude, ma sempre emozionanti, che hanno stravolto il corso della sua vita, toccandolo nel profondo.

Il suo viaggio verso l’Albania comincia la mattina dell’8 settembre 1940, quando il Beretta parte con il suo battaglione da Bologna. Arriverà in Albania, a Durazzo, a bordo della nave Viminale, solo la sera dell’11 settembre.

Già nel corso della Prima Guerra Mondiale l’Italia aveva occupato l’Albania, riconoscendone tuttavia in seguito l’indipendenza col Trattato di Tirana del 1920. Con la presa del potere da parte di Mussolini, l’Italia torna a intraprendere una politica estera aggressiva nei confronti dell’intera penisola balcanica. Nel 1928 il presidente albanese Zog si proclama monarca, nonostante il mancato riconoscimento da parte dalla comunità internazionale, ad eccezione dell'Italia. Questo porta i rapporti tra Regno Albanese e Italia fascista a intensificarsi, tanto che la lingua italiana inizia a essere insegnata come secondo idioma ufficiale in tutte le scuole albanesi. Nel marzo 1939 Benito Mussolini propone a re Zog un nuovo trattato, costellato da tutta una serie di condizioni che avrebbero di sicuro aperto la strada all’occupazione dello Stato da parte dell’Italia.
Il re respinge tale trattato, causando l’attacco dell’Italia. Il 7 aprile del 1939 l’Italia occupa l’Albania.

Albania
Albania 1939 - Truppe italiane
Gli Italiani che sbarcano in territorio albanese per occuparlo sono in toto ventidue mila, tra di essi figura il nostro concittadino Riccardo Beretta, caporale maggiore del 49° Reggimento di Fanteria “Parma”, chiamato alle armi nel marzo del 1940. Fin da subito egli tiene un diario, aggiornato giorno per giorno, racconto prezioso della sua esperienza militare in territorio albanese, nel quale ci narra con dovizia di particolari tutti i suoi spostamenti, dall’arrivo nel porto albanese di Durazzo ai tentativi di sfondamento in territorio greco, falliti, dagli inverni rigidi ai nascondigli sotterrani scavati con le mani, dai bombardamenti alle perdite dolorose di alcuni commilitoni, dai mezzi inadeguati agli ufficiali impreparati. Il Beretta verrà congedato il 3 novembre del 1941 dopo essersi ammalato di tifo.
Nel 1944 verrà promosso a sergente e poi sergente maggiore nel 1945, mentre nel 1992 diventerà maresciallo. Prima del congedo, ricoverato in una villa trasformata in ospedale, per volere di Galeazzo Ciano, a Porto Edda, appena ripresosi da uno stato di incoscienza in cui era rimasto per giorni, Riccardo incontra un infermiere che conosceva suo padre, poiché all’età di quattordici anni era stato garzone in un negozio di parrucchiere proprio a Biassono. Questa straordinaria coincidenza è solo uno dei tanti punti toccanti ed emozionanti di cui è costellato il diario del caporale maggiore Beretta, una testimonianza preziosa e importante, fondamentale per non dimenticare quello che è stato. Un racconto scritto che rappresenta un bene storico da tutelare e proteggere, nonché da valorizzare e trasmettere alle future generazione perché ne facciano tesoro.

Download Riccardo Beretta, Della mia dislocazione oltremare brianzolo, Trascrizione integrale a cura del GRAL, Biassono, 2014.
Dimensione documento 6,5 MByte
Download
Riccardo Beretta, Della mia dislocazione oltremare brianzolo, Trascrizione integrale a cura del GRAL, Biassono, 2014.
Dimensione documento 30,5 MByte


Se volete scaricare il documento fate CLICK sulla copertina del libro.


Città di Muggiò novembre 2011
Manifestazione ricorrenza 4 novembre “Festa delle Forse Armate”
Città di Muggiò novembre 2011
Postfazione

Nel 1939, l’Italia occupò (di comune accordo), l’Albania, lasciando al potere Re Zog.
Il ministro degli Esteri Ciano da accordi presi ha fatto si che l’Albania rimanesse alleata.
Infatti, egli costruì una villa (chiamata Villa Edda) a Santi Quaranta che in seguito fu chiamata Porto Edda di fronte all’isola di Corfù.
Poi quando nel 1940 i tedeschi invasero l’Europa (Parigi ecc. ecc.) l’Italia dichiarò guerra alla Francia – Inghilterra, e poi alla Grecia, sembrava che fosse una passeggiata, in comune accordo, invece con l’intervento degli inglesi fu tutto un’altra cosa a nostro sfavore e noi impreparati ne subimmo le conseguenze.

Affrontare una guerra privi di esperienza ed impreparati, con mezzi scarsi ed antiquati, alle soglie dell’inverno sulle montagne del confine greco, e trovata una resistenza così forte fu per noi una sorpresa che ne abbiamo dovuto sopportare le conseguenze.
I nostri ufficiali Comandanti, pochi gli effettivi, la maggiore parte erano ufficiali di complemento richiamati, privi di ogni cognizioni [...] tattiche di guerra, tenenti nella guerra 1915/1918 divenuti capitani, capitani diventati maggiori.

Il conflitto in Albania con la Grecia, è stata una guerra non voluta e non sentita, noi che si viveva nella semplicità “lavoro e famiglia” (però ognuno di noi quando è stato impegnato ha fatto il proprio dovere), siamo stati travolti da una propaganda di Regime, con conseguenze disastrose.

“Spirito Guerriero” ?
Riccardo Beretta


Il manoscritto

Manoscritto
Nell’Aprile 2013 il GRAL e il Museo Civico hanno pubblicato in questo sito, proprio in questa sezione, Storie di Brianza, la “Lettera di Federico Mosca da Tobruch 23 ottobre 1941”.
Il giornale “Il Cittadino” ne aveva pubblicato una recensione, letta in seguito dalla Signora Pinuccia nipote dell’ex combattente Riccardo Beretta, classe 1920.

Avvisato lo zio dell’ iniziativa, questi pensò di consegnare al Museo il manoscritto “Diario della mia dislocazione oltremare – Albania 1940/41” che racconta le sue travagliate vicende in quei tragici anni di guerra.
Il suo desiderio è stato così esaudito pubblicando una trascrizione integrale e fedele delle sue memorie.

Durante la trascrizione del manoscritto, mentre leggevo questo diario, scritto con estrema precisione sia nelle date che nei particolari mi rendevo conto di quanto questi nostri concittadini, coinvolti in una guerra che da subito si dimostrò essere una tragedia immane, dovettero soffrire pene inimmaginabili. Mesi passati nel fango, al gelo, senza cibo e senza acqua, senza adeguata preparazione, senza indumenti adatti, senza conoscere l’ambiente in cui dovevano avventurarsi e senza conoscere le ragioni per cui dovevano combattere il popolo greco.
Per me è stato un onore conoscere questa persona che ringrazio per la fiducia che mi ha accordato consegnandomi il suo manoscritto. Ringrazio anche Eugenia Giovenzana per l’aiuto nella trascrizione e Vera Galliani per l’introduzione e Diego Colombo per la redazione della pagina web.
Liliana Sanvito



Scriveteci Museo Civico "Carlo Verri"
via san Martino, 1
20046 - Biassono (MI)
tel./FAX 0392201077 cel. 3343422482
e-mail info@museobiassono.it

homeFine