Museo Civico "Carlo Verri" Biassono
Scavo di Gera Lario
Gera Lario CO - 1998
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Gera Lario - di Ermanno A. Arslan

Lo scavo ha permesso di individuare fondamentali dati planimetrici relativi all'edificio della Pieve di Olonio, uno dei più importanti centri di culto dell'alto lago. Sono state individuate almeno quattro fasi. La prima, più profonda, è relativa a strutture (residenziali?) di età tardo romana, con materiali di IV secolo, tra i quali una bella moneta costantiniana. Il rispetto delle strutture sovrapposte ha impedito l'ampliamento dello scavo: le planimetrie rimangono quindi molto incomplete. La seconda fase documenta la costruzione ad Olonium di un piccolo edificio per il culto cristiano: un oratorio rettangolare con abside semicircolare, ampliato - nella terza fase - prolungando la navata verso N-W. Una rara moneta in rame del VI secolo conferma la datazione del sacello paleocristiano. Nella quarta fase, probabilmente protoromanica (X secolo?), l'edificio, nel quale possiamo riconoscere la Pieve nota dalle fonti letterarie, venne monumentalizzato, con una pianta a tre navate (una, laterale, corrisponde al primitivo sacello), con tre absidi. L'ultima fase (XII-XIII secolo?) sembra abbia interessato l'abside centrale, che venne sistemata a pianta rettangolare, con copertura a volta.
Lo scavo ha permesso di dare una nuova lettura alle vicende del centro preromano (dei Vicani Aneuniates) posto a controllare la chiusura settentrionale del lago di Como, sul quale erano possibili solo traffici via acqua. Un edificio a pianta quadrangolare, con peristasi (non sappiamo se a colonne o a pilastri, o addirittura in materiale deperibile, in legno), scoperto alla fine del secolo scorso e interpretato come mausoleo, può oggi essere inteso come cultuale, nella tradizione degli edifici sacri nel mondo celtico, spesso in rapporto con il culto delle acque e collocati a sacralizzare «il passaggio»: guadi, traghetti, ponti.
Accanto a questo supposto centro cultuale preromano si formò un agglomerato, con funzioni amministrative e civili, legate alle riscossione dei pedaggi, all'assistenza dei viaggiatori, all'amministrazione del modesto comprensorio agricolo tra i due laghi. Gli edifici sotto il sacello e la Pieve sono certamente relativi a questa fase, nella quale venne anche sistemata la strada per la Valtellina, della quale sono state individuate tracce delle potenti arginature che le permettevano di attraversare la piana paludosa.
La cristianizzazione portò alla creazione del sacello, poi trasformato in una grande chiesa: la posizione importantissima del sito, che controlla tutte le comunicazioni verso la Rezia (l'attuale Svizzera) e la Valtellina, portò alla creazione della Pieve, tra le più importanti del lago.
Il destino di Olonium era però legato al progressivo spostamento del corso dell'Adda, che originariamente sboccava nel lago di Mezzola, ma che progressivamente si spostava verso occidente e poi verso Sud, avvicinandosi sempre di più all'insediamento. Soprattutto nel XIV e XV secolo la situazione divenne insostenibile per gli abitanti di Olonium: lo scavo ha rivelato come il fianco stesso della chiesa venisse erosa dalle acque del fiume. Alla costante minaccia delle inondazioni si aggiungeva il flagello della malaria. Nel 1444 veniva deciso il trasferimento della Pieve nel vicino paese di Sorico (dove già era un'antica chiesa, altomedievale). A Olonio rimase una torre, con un piccolo presidio di soldati, a controllare il passaggio dell'Adda (non ancora il Mera), frequentato soprattutto dai contrabbandieri e chiuso da pali piantati sul fondo e da catene. Ma anche la torre, nel XVI secolo, venne distrutta nel corso delle operazioni militari degli Svizzeri, che premevano verso il lago e il territorio lombardo. A non molto distanza, nei primissimi anni del secolo successivo, la poderosa struttura del Forte di Fuentes raccolse l'eredità militare di Olonio. Infine, nel XIX secolo, il corso dell'Adda venne spostato verso Sud, direttamente nel lago di Como. Si ponevano così le premesse per la bonifica della piana tra i due laghi e per la ripresa, dalla fine dell'800, degli insediamenti nel sito che nascondeva i resti dell'antica Olonium.

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