Museo Civico "Carlo Verri" Biassono
Colle Sant Elia, Rocca Albornoziana
Spoleto PG - 2010
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Lo scavo alla Rocca Albornoziana cortile nord - di GRAL

Quattro soci del GRAL (Gruppo Ricerche Archeostoriche del Lambro), Valentina Maselli, Liliana Sanvito, Andrea Mariani e Maurizio Giussani hanno partecipato nel mese di Giugno alla quarta campagna di scavi archeologici sul colle Sant'Elia di Spoleto dove sorge la Rocca Albornoziana. Il progetto era coordinato dalla Prof.ssa Letizia Ermini Pani, dell’Università "La Sapienza" di Roma e dal Prof. Ermanno A. Arslan, docente allo IULM di Milano e Accademico dei Lincei, nonché Conservatore del Museo di Biassono, del consiglio scientifico del CISAM di Spoleto (Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo) responsabili dello scavo per la fondazione CISAM, mentre lo scavo era diretto sul terreno dalla Prof.ssa Francesca Romana Stasolla dell’Università "La Sapienza" di Roma affiancata da Ermanno A. Arslan.

Lo scavo è stato condotto con metodo rigorosamente stratigrafico all’interno del cortile "nord" dell’imponente fortezza di XIV-XV secolo, creata dal Cardinale Albornoz come avamposto difensivo verso Nord di Roma pontificia. Vi soggiornò anche Lucrezia Borgia, che ebbe Spoleto come feudo. Si è lavorato nell’area della distrutta chiesa francescana di Sant'Elia, dell’XI secolo. Sull’area della chiesa nacque un quartiere, detto il "malborghetto", in quanto malfamato, successivamente demolito per la costruzione della Rocca, che divenne successivamente manifattura, carcere e infine Museo Nazionale. La squadra, affiancata da un gruppo di specialisti romani, che di norma operano nella scavo della città altomedievale di Cencelle (antenata di Centocelle), ha lavorato all’interno di una monumentale cisterna, quasi sicuramente romana. I lavori, che non sono ancora terminati, hanno restituito una splendida documentazione di ceramica medievale e rinascimentale, ingubbiata e graffita, invetriata, maiolica, porcellana. Analizzando il terreno con moderni mezzi di prospezione sono state rinvenute numerose monete medievali, di Perugia e pontificie.
Durante il periodo di scavo si sono tenute lezioni sulla ceramica medioevale, sul rilevamento della stratigrafia dello scavo, sulla moneta e sulla gestione di un magazzino archeologico.

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La Rocca
La Rocca, edificata sulla sommità del colle Sant’Elia nel 1360 e terminata nel 1370 è caratterizzata da una lunga forma rettangolare con alte mura, difese da sei poderose torri. La struttura, dotata di un grande Cortile delle Armi destinato alle attività militari, e di un Cortile d’Onore, riservato alla vita di corte, fu sede residenziale del castellano e governatore di Spoleto. Alla fine del XVIII secolo, i governatori trasferirono la loro residenza all’interno della città e la Rocca perse la sua originaria funzione, tanto che nel 1817 venne utilizzata come struttura carceraria. Nel 1982 in seguito al trasferimento del carcere, il Ministero dei Beni e le Attività Culturali diede inizio al progetto di recupero e restauro del monumento, ora concluso con risultati spettacolari. Ora la Rocca ospita il Muso Nazionale del Ducato di Spoleto, con i tesori della vicina necropoli longobarda di Nocera Umbra, fino a pochi anni fa esposti a Milano.
All’inizio dei restauri la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria ha effettuato dal 1983 numerosi saggi di scavo, individuando una stratigrafia che va dall’età preistorica al rinascimento. Sulla Rocco si stanziarono infatti i primi abitatori umbri della città, in epoca etrusca, ed erano gli edifici sacri dell’acropoli, di età umbra e romana.



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