La ceramica daunia

fig.1 La Daunia e i suoi principali centri abitati |
LA DAUNIA: cenni sulla produzione vascolare
La Daunia antica comprendeva l'attuale provincia di Foggia, dal fiume
Fortore a nord al fiume Ofanto a sud (includendo il promontorio del Gargano),
una fascia a sud dell'Ofanto, ora in provincia di Bari, e l'area melfese
oggi appartenente alla Basilicata. Le risorse economiche di questo territorio
consistevano nell'agricoltura, principalmente cerealicola, nell'allevamento
del bestiame, in particolare cavalli e suini, nella pastorizia, nello
sfruttamento del legname dei boschi, nella caccia e nella pesca, attività
alle quali si affiancarono un florido artigianato, soprattutto quello
della ceramica, e attività commerciali anche al di fuori dei confini
del territorio, sia sul versante tirrenico che su quello adriatico.

Fin dal I millennio a.C. nella Daunia si sviluppò una cultura con caratteristiche
ben definite, che si possono individuare principalmente nella scultura
in pietra a carattere funerario

e nella ceramica.

La ceramica di stile geometrico della Daunia trova le sue radici nella
ceramica detta di stile "Protogeometrico Iapigio" (fine XI -
metà IX sec. a.C. circa), che si presenta con caratteristiche unitarie
anche nelle altre due regioni della Puglia antica, la Messapia e la Peucezia.
È ceramica modellata a mano, decorata da motivi geometrici monocromi,
semplici e primitivi (punti, zig-zag, angoli, tremoli), non estranei alla
tradizione
egea
e ravvisabili anche nella fase stilistica successiva, il "Geometrico
Protodaunio" (metà IX sec. - VIII sec. a.C. circa), già
caratterizzato da un linguaggio autonomo dei prodotti vascolari dauni,
che vengono anche esportati in Campania, nel Piceno, nell'Istria e nella
Dalmazia. Le forme vascolari, sempre lavorate a mano (olle, brocche, scodelle,
askoì) come nelle fasi successive, si arricchiscono di motivi
non solo rettilinei ma anche curvilinei (cerchi, archi) e zoomorfi (doppio
uccello), in genere di colore bruno, opaco.

Da questa fase si evolve quella successiva, nota con il nome di "Subgeometrico
Daunio", che ricopre un arco di tempo che va dall'inizio del VII
alla fine del IV sec. a.C., con un'articolazione interna in Subgeometrico
Daunio I, II e III.
La produzione della prima fase (700-550 a.C. circa) è caratterizzata
dal disegno accurato e dalla tendenza al miniaturismo delle decorazioni,
generalmente monocrome, ed è riconducibile a due centri di fabbricazione,
ciascuno con caratteristiche specifiche, Ordona, maggiormente legata alla
tradizione, e Canosa, più innovativa.

Il Subgeometrico Daunio II (550-400 a.C. circa) coincide con la piena
fioritura della civiltà daunia. La produzione vascolare è
ricchissima e varia sia nelle forme che nelle decorazioni, grazie anche
all'impiego della bicromia (colori bruno e rosso) e delle applicazioni
plastiche (mani, animali, figurine umane). Ad Ordona e a Canosa, nel corso
del V sec. a.C., si affianca il centro di Ascoli Satriano. Dei tre centri
Canosa sembra essere quello più originale e sembra avere un mercato
maggiore sia sul versante tirrenico che adriatico.

Nel corso del V sec. a.C. tuttavia si ravvisano i segni di una crisi interna
causata principalmente dalla presenza dei Greci nell'Adriatico, dal declino
della potenza etrusca in Campania e dall'espansione sannitica verso le
coste.

Le fabbriche daunie producono manufatti più scadenti da un punto
di vista qualitativo, ma continuano la loro attività anche nel secolo
successivo. In quest'ultima fase, detta Subgeometrico Daunio III (400-300
a.C. circa), le forme di antica tradizione (olle e attingitoi) continuano
ad essere modellate a mano, mentre le altre forme sono prodotte al tornio.
La decorazione, in genere monocroma, è costituita da motivi geometrici
alternati a motivi vegetali e floreali derivati principalmente dalla contemporanea
ceramica apula a figure rosse (di tradizione greca). I centri di produzione
principali continuano ad essere Ordona, Ascoli Satriano e Canosa.

Solo quest'ultima riesce ad opporsi alla diffusione dei prodotti apuli
con la creazione di una nuova classe ceramica, la "ceramica listata",
che prende il nome dalla decorazione disposta a liste o fasce. Essa si
affianca ai vasi del Daunio III ormai rari e scadenti attorno alla metà
del IV sec. a.C. e si esaurisce nel corso del III sec. a.C.

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La scomparsa di un linguaggio autonomo e creativo non è solamente
da attribuire alla concorrenza esercitata dai prodotti apuli ma ad una
crisi di maggiore portata, di carattere sociale e politico, che investe
la Daunia a partire dalla fine del IV sec. a.C., dovuta principalmente
all'arrivo dei Romani e alla conseguente perdita dell'identità
culturale.
CATALOGO
a) Oinochoe subgeometrica a decorazione bicroma

fig. 2 Oinochoe subgeometrica
a decorazione bicroma |
N° Inventario : A.1983.88.1
Dimensioni : h max. 9.3; h bocca 7.9; max. 7.4; fondo 4.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone e arancio
opachi.
Stato di conservazione : integra; incrostazioni.
Proprietà : collezione GRAL da dono E.A. Arslan (Acquisto Asta
Geri 1963).
Bocca trilobata, svasata; collo a profilo concavo; corpo globoso, schiacciato;
fondo piatto; ansa a nastro ingrossato, verticale, sormontante, impostata
sulla bocca e sul punto di massima espansione del corpo.
Decorazione: sul labbro, all'interno, fascia orizzontale e motivo
a pettine ripetuto quattro volte; all'esterno del labbro e sul collo fascia
orizzontale da cui pende un motivo, ripetuto tre volte, costituito da
due coppie di tratti uncinati contrapposti (un motivo ornitomorfo semplificato?);
sul corpo tra fasce di vario spessore orizzontali e parallele una fascia
a tremolo nella metà superiore del corpo e una fila di piccoli
segmenti in quella inferiore; sull'ansa serie di linee orizzontali parallele
comprese tra due fasce verticali parallele.
L'
oinochoe, per la forma, è riferibile alla Forma XI, Tipo
12 della classificazione del De Juliis e accostabile alla Forma 30 B dell'Yntema,

forma molto diffusa in Daunia nel V secolo e nella prima metà del
IV secolo a.C.

.
La decorazione, principalmente bruna, è ravvivata dall'uso sobrio del
colore arancio. È costituita da motivi semplici e comuni (il pettine,
le fasce orizzontali, la linea ondulata, la fila di piccoli segmenti),
frequenti nella fase stilistica del Subgeometrico Daunio II (550-400 a.C.)
anche se non mancano attestazioni più antiche.

Di maggiore interesse è il motivo che decora il collo, il quale
sembra la versione stilizzata e semplificata del motivo del doppio uccello,
generalmente presente in forma completa sugli attingitoi dauni dei secoli
VI e V a.C. e riconducibile alla sfera religiosa, nell'ambito della simbologia
solare di origine danubiana.

Alcuni confronti, sia per la forma che per le decorazioni, conducono all'area
di Ordona e consentono di inserire l'oinochoe nell'arco di tempo compreso
fra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C.

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b) Brocca subgeometrica a decorazione monocroma

fig. 3 Brocca subgeometrica a decorazione monocroma |
N° Inventario : A.1984.20.1
Dimensioni : h max. 10.7; h labbro 9.1; max. 8.9; labbro 6.2; fondo
3.9.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone opaco.
Stato di conservazione : ricomposta; piccole lacune e scheggiature;
decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963).
Labbro indistinto; collo cilindrico, leggermente concavo; corpo globulare;
fondo leggermente rientrante; ansa a nastro ingrossato, verticale, sormontante,
impostata sul labbro e sul punto di massima espansione del corpo.
Decorazione: all'interno del labbro, in corrispondenza dell'ansa,
motivo a pettine; sul labbro e sul corpo fasce di vario spessore orizzontali
e parallele; sull'ansa motivo a treccia; all'attacco dell'ansa con il
corpo due gruppi di segmenti verticali paralleli.
Sebbene con alcune varianti, la brocca a labbro indistinto può rientrare
nella Forma VIII, Tipo 20 di De Juliis e 30 A di Yntema

.
Questo tipo di brocca è estremamente diffuso e comune in Daunia;
ne esistono numerose varianti relative al corpo, più o meno globulare,
e al collo, più o meno alto; la decorazione è costituita
in genere da motivi lineari semplici, monocromi o bicromi, e la modellazione
è a mano.

Nei corredi tombali, in cui questa forma è ben documentata, i materiali
associati sono di tipo subgeometrico, modellati non solo a mano ma anche
a tornio, e pertanto inquadrabili in un arco cronologico ampio, dalla
seconda metà del VI sec. a.C. (Subgeometrico Daunio II) ai primi decenni
del IV sec. a.C. (Subgeometrico Daunio III). Tali corredi provengono nella
maggior parte dei casi dall'area di Ordona, sebbene non manchino rare
attestazioni da Ascoli Satriano.

Per l'esemplare di Biassono, che non proviene da un contesto noto e che
risulta pertanto isolato, è difficile proporre una datazione più
precisa di quella sopra indicata; anche la decorazione, del tutto generica,
non aiuta a definire l'arco di tempo in cui inserire il pezzo.
c) Brocca subgeometrica a decorazione monocroma

fig. 4 Brocca subgeometrica a decorazione monocroma |
N° Inventario : A.1982.332.1
Dimensioni : h max. 10; h labbro 9.3; max. 10.6; labbro 8; bocca
4; fondo 5.2.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone opaco.
Stato di conservazione : ricomposta; piccola lacuna sul corpo;
scheggiature; incrostazione; decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963).
Labbro obliquo, espanso, con cordoncino rilevato attorno alla bocca; corto collo troncoconico; corpo globulare, schiacciato; fondo piatto; ansa a nastro, verticale, leggermente sormontante, impostata sul labbro e sul punto di massima espansione del corpo.
Decorazione: sul labbro, all'interno due fasce orizzontali parallele;
attorno alla bocca fila di trattini; sul collo e sul corpo serie di fasce
di diverso spessore orizzontali e parallele; sull'ansa tre fasce verticali
parallele; all'attacco dell'ansa con il corpo due gruppi di segmenti verticali
paralleli.
Questo tipo di brocca, caratterizzato da un ampio labbro orizzontale,
è riferibile alla Forma VI, Tipo 8 di De Juliis e accostabile alla
forma 2 B di Yntema.

Modellato a mano e generalmente decorato con motivi semplici e lineari,
sia monocromi che bicromi, si presenta in forme più o meno tozze
nei corredi dauni,

per lo più di Ordona, databili fra la seconda metà del VI
e la prima metà del IV sec. a.C.

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Come per il pezzo precedente, anche per questo, isolato e decorato in
modo estremamente semplice, non è possibile proporre una cronologia
meno ampia.
d) Coppa monoansata subgeometrica a decorazione monocroma

fig. 5 Coppa monoansata subgeometrica a decorazione monocroma |
N° Inventario : A.1983.015.1
Dimensioni : h 3.9; max. 11.5; lungh. 14.2; fondo 4.3.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : lavorata al tornio; decorazione di colore bruno-marrone, diluito, opaco.
Stato di conservazione : integra; incrostazioni; decorazione a tratti scrostata.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1963-1964)
Labbro indistinto; vasca fonda a profilo convesso; fondo piatto; ansa
a nastro ingrossato, impostata obliquamente al di sotto del labbro.
Decorazione: all'interno, sul labbro e sulla vasca tre fasce orizzontali
parallele; all'esterno fascia orizzontale; sull'ansa tracce di colore.
Le coppette monoansate, tornite e decorate a fasce di colore bruno o rossiccio,
sono estremamente diffuse nella produzione vascolare daunia del IV sec.
a.C. (Subgeometrico Daunio III) e si presentano in numerose varianti relative
alla vasca, più o meno profonda, e all'ansa, impostata orizzontalmente
o obliquamente.

A Ordona questa forma è presente nei corredi funerari a partire
dalla seconda metà del V sec. a.C. e secondo De Juliis documenterebbe
il primo impiego del tornio

.
L'esemplare di Biassono, riferibile alla Forma XVIII, Tipo 6 di De Juliis,

può essere genericamente inquadrata nell'ambito del IV sec. a.C.
e) Olla listata a decorazione monocroma
fig. 6 Olla listata a decorazione monocroma |
N° Inventario : A.1983.114.1
Dimensioni : h 25.5; max. 22.5; labbro 18.2; bocca 6.6; fondo 11.
Materiale : argilla depurata, beige chiaro.
Tecnica : modellata a mano; decorazione di colore marrone rossiccio,
opaco e a tratti diluito.
Stato di conservazione : integra; piccole scheggiature; decorazione in parte scrostata ed evanida.
Collezione GRAL: dono E. Arslan (Asta Geri 1974).
Labbro a imbuto, a profilo convesso; corpo globulare; fondo piatto; due
anse a bastoncello, impostate obliquamente nel punto di massima espansione
del corpo, alternate a due palette plastiche rettangolari.
Decorazione: sul labbro, all'interno, motivo a festoni costituito
da quattro archi di due linee ciascuno compresi fra due linee concentriche;
sul collo ampia fascia orizzontale; sulla parte superiore del corpo tralcio
d'edera compreso fra due linee orizzontali; tra le anse e le palette quattro
riquadri metopali decorati alternatamente da un tralcio di edera e da
rami di alloro; sotto linea orizzontale; sulle palette rami di alloro;
sulle anse segmenti verticali; in corrispondenza delle anse e delle palette
segmenti verticali.
Riferibile alla Forma I, Tipo 26 di De Juliis, sebbene con alcune varianti,
e alla Forma A, III, 8 di Fedder,

l'olla di Biassono suscita un certo interesse poiché è modellata
e decorata a mano, come tutta la ceramica daunia di lunga tradizione e
in modo particolare come le forme (attingitoi e olle) di tipo rituale,
ma la tipica decorazione subgeometrica è stata sostituita da motivi
vegetali disposti in fasce o "liste" orizzontali, da cui deriva
il nome di "ceramica listata" data a questa specifica classe.

Questa classe ceramica, attorno alla metà del IV sec. a.C., inizia
a distinguersi dallo stile geometrico-vegetale caratteristico del Subgeometrico
Daunio III,

con una graduale accentuazione degli elementi fitomorfi, che vengono disposti
dapprima in modo regolare e sobrio e in seguito più fitto sulla superficie
del vaso, man mano che si procede nel tempo.
I limiti cronologici per questa produzione, attribuita alle officine di
Canosa, sono stati fissati nel III sec. a.C.

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I motivi decorativi dell'olla di Biassono (il ramo di alloro ed il tralcio
di edera)

sono radi e disposti in riquadri metopali che non ricoprono l'intera superficie
del vaso. Se a questo si aggiunge la modellazione ancora manuale si deduce
che si tratta di un pezzo ascrivibile alla fase più antica della ceramica
listata, la Listata A o protolistata (350-320 a.C.). L'inquadramento stilistico
e cronologico, oltre che dall'analisi del pezzo, è confermato da
numerosi confronti.