Museo Civico "Carlo verri" Biassono
Numismatica N.3
Una tessera plumblea dalle Fiandre alle rive del fiume Adda

Fig.1 La tessera fiamminga
N° Inventario : M-2008-13-1
Tipologia : tessera plumbea
Diametro e peso : Ø 22 mm.; gr.3,83
Materiale : piombo
Tecnica : coniata
Provenienza : Boffalora d’Adda (Lo)
Donatore : Pietro Ballabio
Proprieta : Museo Civico "Carlo Verri"

Descrizione:

D/ Senza iscrizione. Stemma araldico con il Leone fiammingo, rampante a sinistra, che brandisce una spada e tiene nella zampa sinistra un fascio di cinque frecce.
R/ liscio.

La tessera fu rinvenuta casualmente anni fa in un terreno agricolo nel territorio di Boffalora d’Adda, in provincia di Lodi, a non molta distanza dal fiume.
Il confronto con altre tessere e piombi identifica lo stemma. Il leone è il simbolo delle Fiandre (territorio oggi diviso tra Olanda e Belgio) e le cinque frecce rappresentano le province del nord di quella regione che chiamarono Guglielmo d’Orange-Nassau (1533-1584) come dittatore, negoziando l’unione di Utrecht nel gennaio del 1578. Era in atto la guerra di religione tra protestanti e cattolici.
Le Province Unite erano: Holland, Zeeland, Utrecht, Guelderland e Friesland con Ommelanden (oggi tutte in Olanda).
La nostra tessera è stata probabilmente coniata nel 1578 ad Antwerp nel Brabante (Anversa nell’attuale Belgio) ed è da attribuire a Guglielmo d’Orange ed ai suoi alleati. La tessera poteva essere un segno di riconoscimento in uso tra le truppe orangiste oppure una contromarca con funzioni monetali destinata agli approvvigionamenti.

fig. 2 Gettone dei Paesi Bassi

Un gettone1 con un’immagine simile alla nostra porta la legenda VICIT LEO DE TRIBV IVDA: auspicio di vittorie della fazione protestante sui cattolici. (fig.2)

Il 15 dicembre dell’anno prima, 1577, fece la sua comparsa nelle Fiandre Alessandro Farnese (1545-1592), primogenito di Ottavio Duca di Parma, chiamato dal governatore don Giovanni d’Austria (1545-1578), suo zio e amico fraterno, al comando delle armate imperiali spagnole impegnate nei Paesi Bassi. La prima preoccupazione di Alessandro fu quella di riorganizzare l’esercito. I frutti del suo operato si videro il 31 gennaio del 1578 quando le truppe spagnole, sulla scia della cavalleria al comando di Alessandro Farnese, ottennero una strepitosa vittoria contro l’esercito protestante, obbligando il governatore dell’Unione Mathias e l’Orange a rifugiarsi in Antwerp.
Pochi mesi dopo don Giovanni d’Austria mori non prima d’aver nominato Alessandro Farnese governatore dei Paesi Bassi: risoluzione che fu poi approvata dalla Corte di Spagna e da Filippo II.
Alessandro Farnese con prudenza e valore ottenne negli anni successivi molte vittorie contro i calvinisti delle Province Unite che avevano trasformato le guerre per l’indipendenza in guerre di religione.

Fig. 3 La tessera di Alessandro Farnese
I suoi successi furono ininterrotti: il 17 settembre 1584 conquistò Gand, nel marzo 1585 Bruxelles e Nimega e, nell’agosto 1585 anche Anversa, dopo aver costruito un lungo ponte sopra la Schelda. Contribuirono ai suoi successi i molti cavalieri e soldati giunti dall’Italia al suo seguito.
Ludovico Muratori2 scrisse: "... all’Eroe Farnese, dopo un’onesta capitolazione, riusci nel di 27 d’Agosto di entrare trionfante in quella splendida Città, dove tornò a rifiorire la Religione Cattolica, si rifabbricò la Cittadella. Per si fatte vittorie il nome, e la gloria del Farnese era il principal ragionamento de i politici, e de i curiosi dell’Europa. E in quelle imprese gran parte ancora ebbero i Capitani, e i soldati Italiani. Per le osservazioni fatte da più d’uno, migliori soldati riescono gl’Italiani fuori, che entro d’Italia. Qui non è luogo di cercarne la ragione."
Per questa impresa Alessandro Farnese ricevette le insegne dell’ordine del Toson d’Oro.
Tornando alla nostra tessera plumbea possiamo ritenere che facesse parte del bottino di uno dei tanti soldati italiani che aveva militato sotto il Farnese nelle guerre nei Paesi Bassi e che per una delle innumerevoli cause di dispersione è finita nelle campagne di Boffalora d’Adda.

"Attualmente, quando un privato desidera partecipare nelle riunioni di un club, politico o no, gli si chiede la presentazione della sua tessera di membro. È probabile che succedesse la stessa cosa in epoca antica nel caso di riunioni segrete o politiche organizzate da uno o l’altro partito o in caso di guerre civili. Sappiamo che esistevano tessere di piombo ed anche insegne di questo metallo utilizzate dai partiti degli Armagnac e dei Borgognoni in Parigi durante la Guerra dei Cento Anni. Gruppi di armati percorrevano di notte le vie ed esigevano ai passanti la tessera di riconoscimento. Chi non ce l’aveva rischiava di essere ucciso.
Durante le persecuzioni religiose contro i protestanti e la chiesa della Riforma, i protestanti dovevano procurarsi una tessera (méreaux) per poter accedere alle riunioni segrete. Questo sistema permetteva di eludere le spie e i delatori"3.
La funzione delle tessere è ampia e anche Alessandro Farnese ne fece coniare una da distribuire ai suoi soldati.
Al diritto di questa è effigiato il busto nudo di Alessandro Farnese volto a sinistra e, attorno, la legenda AL·F· SPEC VLATOR. Al rovescio nel campo I I / P. La legenda del diritto si spiega confrontando un tipo di parpagliola del Farnese4 che ha al D/ il busto galeato di Alessandro Magno e la legenda AL M SPECVLVM, al R/ il busto del Farnese con la legenda AL F SPECVLATOR. Le legende vogliono significare che Alessandro Farnese come nel nome anche nelle azioni voleva farsi uguale ad Alessandro Magno: il Macedone specchio e il Farnese rispecchiatesi.

fig.4 Bolla mercantile olandese.
   
Fig. 5 Bolla plumbea dalla Spagna
Nella ricerca di tessere o piombi simili, con il leone fiammingo, ci siamo imbattuti in una bolla mercantile in piombo con lo stemma pressoché identico alla nostra tessera. Il fascio conta sette frecce, simbolo delle Provincie Unite dopo il 1584.
Questo piombo, descritto da Bruno Callegher5, è stato ritrovato nel territorio o nella laguna di Venezia e si può considerare un sigillo applicato a delle merci, forse tessuti di lino o di lana, a garanzia della provenienza e per controllo doganale.
Dal lato opposto è riportato lo stemma della città di Leiden cioé Leida nell’Olanda meridionale, come conferma anche la legenda, LAIDEN.6
Un altro oggetto7 molto simile al nostro (anche questo però con sette frecce) è una bolla plumbea rinvenuta in Spagna. Questa poteva essere confusa con una tessera per la caduta della seconda parte del sigillo e dell’appicagnolo di collegamento di cui restano evidenti tracce. (fig.5) La nostra tessera ha invece i bordi perfettamente delineati e ciò fa escludere la sua appartenenza ad un sigillo.

Leopoldo Pozzi

  1. M. MITCHINER, Jetons, Medalets & Tokens. The Low Countries and France, II, London 1991, p.784, n. 2421.
  2. L.A.MURATORI, Gli Annali d’Italia, 1755, Tomo X, Ann.1585.
  3. J.LABROT, Usos y funciones de los mereaux en diferentes paises, in M.CRUSAFONT I SABATER, J.LABROT, B.MOLL I MERCADAL, Plomos y jetones medievales de la Peninsula Iberica, Madris 1996, p.60.
  4. C.N.I., IX, nn. 71-78.
  5. B.CALLEGHER, Tessere, bolle mercantili e bolle dogali nella collezione «Guido Zattera» del Museo Bottacin, in «Rivista Italiana di Numismatica», XCVII, 1996, pp.183-210 e Tav.IV nn.48, 49.
  6. M.MITCHINER 1991, p.954, nn.2960-2963.
  7. M.CRUSAFONT I SABATER, J.LABROT, B.MOLL I MERCADAL, 1996, p.21 fig.1.

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Prima edizione: 22 novembre 2008